10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro

Se hai sempre pensato che la pigrizia fosse un difetto, qui troverai molti validi motivi per ricrederti. E per continuare a godere anche del dolce far niente10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro 10 motivi per non sentirti in colpa se sei pigro Il libro da leggere Sul vocabolario, alla voce pigrizia, possiamo leggere: “Il fatto d’esser pigro; la qualità, e quindi anche l’atteggiamento, il comportamento di chi è naturalmente pigro nell’agire, nell’operare, o anche soltanto nel muoversi”. Laddove pigro viene definito “colui che, per natura, rifugge dalla fatica, dallo sforzo, dall’impegno fisico o intellettuale”.

Detta così, la pigrizia ricade sicuramente nell’accezione popolare de “l’ozio è il padre dei vizi”, ma siamo così sicuri che essere pigri sia un difetto, se non addirittura una colpa?

Viviamo in una società in cui fermarsi è quasi un reato . E sono stati così bravi a inculcarci questa idea che non appena riusciamo a rallentare i ritmi, come in questo periodo di lock down, veniamo addirittura assaliti dall’ansia e dai sensi di colpa, perché non ci sentiamo produttivi, utili, attivi… Dobbiamo sempre essere impegnati in qualcosa, che sia il lavoro, lo sport , le pulizie di casa, le telefonate. L’imperativo è don’t stop .

Alt. Fate un respiro. Sedetevi e lasciate libera la mente. Il tempo dell’ozio, è anche il tempo del pensiero, il tempo in cui la mente può vagare e riflettere. È il tempo in cui possiamo prepararci la nostra tazzina di caffè e sorseggiarla dedicandoci al nostro libro preferito lasciando correre la fantasia.

Tempo sprecato? Tutt’altro. Avete mai pensato a quante invenzioni non sarebbero mai venute alla luce se non fossero state ideate in momenti di ozio? A quante melodie non sarebbero mai arrivate alle nostre orecchie e quante storie non ci sarebbero mai state raccontate? Quante poesie non avrebbero mai toccato le corde del nostro cuore?

Un po’ di storia

La storia della pigrizia ha radici antiche, incrociandosi con l’ozio e con l’accidia. L’ozio è padre di tutti i vizi, ma anche virtù del letterato che sfugge alle costrizioni del lavoro . Intere classi sociali ne fanno il loro vanto, altre la deridono, altre vi aspirano. E molti sono i racconti che riguardano la pigrizia, facendone ora una proprietà caratterizzante certi personaggi (da Oblomov a Paperino) ora un atteggiamento di ribellione contro le società moderne (da Stevenson a Lafargue, da Russell a Barthes). In gioco, è la rivendicazione di stanchezza, il desiderio di riposo, l’esigenza del non voler fare. Morale: difficile essere pigri. Bisogna faticare per riuscirci in un’epoca che glorifica incessantemente la prestazione, riempiendo ogni momento della nostra vita di gesti carichi di necessità produttive.

Sei pigro? Allora sei più intelligente e previdente

Non sentitevi in colpa, quindi, se siete pigri e non avete voglia di svegliarvi un’ora prima la mattina per fare esercizio fisico o se  finito il lavoro non vi va proprio di andare a correre, è semplice istinto naturale.

A dirlo anche la scienza: uno studio pubblicato dalla Current Biology  dimostra infatti che il cervello è programmato per ridurre al minimo il consumo di energia. Mentre da un altro studio realizzato negli Stati Uniti nel 2015, risulta che le persone adulte più pigre, hanno un quoziente di intelligenza superiore , rispetto a quelle con moltissimi impegni. Generalmente le persone più pigre riescono, secondo questo studio, ad accumulare ed elaborare più informazioni rispetto a quelle molto attive, anche perché queste ultime, riescono a concentrarsi meno su ogni singola attività. Non siete solo più previdenti, quindi, ma anche più intelligenti.

E come se non bastasse è stato istituito anche l’International Lazy Day , che cade il 10 agosto di ogni anno. D’altra parte, in un mondo che va di fretta e nel quale lo stress ci accompagna ogni giorno, quale occasione migliore per rivendicare il diritto al dolce far niente ?

Non siete ancora convinti che la vostra innata pigrizia non sia da considerarsi un difetto?

Sfogliate la gallery qui sopra dove, con la consulenza di Gianfranco Morrone, professore ordinario di Semiotica all’Università di Palermo, saggista e scrittore – da leggere il suo nuovo libro La Fatica di Essere Pigri, uscito per Raffaello Cortina Editore – vi diamo altri 10 motivi per andare fieri di come siete.

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