10 ragioni per cui perdonare ti fa bene

Perdonare non significa giustificare o dimenticare, ma accettare nonostante l’offesa. Ecco perché è la strada giusta per stare meglio con noi stessi e con gli altriBentrovata libertà Fare chiarezza Il fisico ne beneficia Un taglio col passato Ragioniamo e “sentiamo” meglio Ricomincio da me La rabbia si placa Basta rimuginare Meno sensi di colpa Non aspettate di capire Un proverbio cinese recita: Lo sciocco non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica.

Perdonare non significa giustificare o dimenticare. Al contrario, quando una persona perdona, identifica chiaramente il comportamento dell’altro come sbagliato, ma accetta l’altro e riconosce il suo valore intrinseco nonostante l’offesa.

Il perdono non nega le responsabilità dell’altra persona, né minimizza o giustifica il fatto. È un “regalo” che facciamo a noi stessi prima ancora che all’altra persona.

Quante volte abbiamo sentito la necessità di lasciare andare vecchie situazioni e vecchi rancori che ancora oggi influiscono negativamente sul nostro umore o che generano pensieri ripetitivi dai quali non riusciamo a prendere distanza?

Sembra facile a dirsi, ma come si fa a perdonare davvero? Per aiutarci in questo percorso, tutt’altro che banale e automatico, abbiamo interpellato Elena Benvenuti, psicologa, psicanalista, docente della Scuola di Formazione PHYL®, e autrice del libro appena uscito “ Il Perdono. Una tecnica per imparare a perdonare noi stessi e gli altri”  (EIFIS editore ).

Dottoressa, secondo lei, oggi siamo più o meno propensi a perdonare?

«Penso che un po’ di lavoro sulla consapevolezza sia stato fatto perché incontro sempre più persone che accettano l’idea di perdonare e chiedere perdono rispetto a qualche anno fa. Lo stato di forte tensione in cui viviamo le nostre relazioni moderne fa in modo che si sia sempre più alla ricerca di soluzioni/tecnich /escamotage per guarirle o quantomeno lenirle.

Di base siamo resistenti al perdono principalmente per colpa del retaggio culturale. Siamo abituati a pensare che chi perdona sia il debole e invece è proprio il contrario. Solo chi perdona ha la libertà di decidere di interrompere definitivamente l’influenza che le relazioni e gli eventi del passato continuano ad avere sulla propria vita e sulle relazioni.

Molti pensano erroneamente di dover perdonare solo coloro che si sono pentiti, ma è una convinzione errata. Non può essere così, perché altrimenti il continuare a trascinare il rancore nel nostro cuore dipenderebbe dall’altro, dalla sua richiesta di scuse. Invece il perdono è una tecnica che possiamo fare praticare con noi stessi, senza bisogno di autorizzazioni da nessun altro».

Considerando la sua esperienza, quali sono i torti più difficili da perdonare?

«Sono quelli su cui abbiamo investito di più in termini di relazione e affetti . Sono quelli, non per forza dove abbiamo perso di più, ma in cui abbiamo maggiormente mal riposto la nostra fiducia. Facciamo più fatica a perdonare quando non capiamo profondamente il senso di ciò che è stato fatto, quando leggiamo l’evento come un’ingiustizia diretta proprio contro di noi.

I casi più difficili da perdonare hanno causato in noi ferite profonde, così profonde che non ne conosciamo i confini e quindi, se non abbiamo a pieno la consapevolezza del perché ci fanno così tanto soffrire e se non abbiamo maturato un minimo di consapevolezza rispetto a possibili, anche se minime, nostre responsabilità nella vicenda, sarà davvero molto molto difficile perdonare e perdonarci».

Nella gallery qui sopra scoprite 10 motivi per cui perdonare è davvero la strada giusta da percorrere, per gli altri ma, soprattutto, per noi stessi.

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