24 ore a Casa Maria Luigia, la nuova guest house firmata Massimo Bottura

La cucina a tre stelle, una piscina immersa nelle verdi pianure emiliane ed un viaggio immersivo fra vini, vinili e vetture di cui “Il Bott” è appassionato conoscitoreBreakfast bucolico Breakfast bucolico Breakfast bucolico Breakfast bucolico Breakfast bucolico Passioni & dintorni Passioni & dintorni Passioni & dintorni Passioni & dintorni Fra cibi e cilindrate Fra cibi e cilindrate Fra cibi e cilindrate Fra cibi e cilindrate Fra cibi e cilindrate Fra cibi e cilindrate Fra cibi e cilindrate Musica, Maestro! Musica, Maestro! Musica, Maestro! Musica, Maestro! Musica, Maestro! 25 anni a tavola 25 anni a tavola 25 anni a tavola 25 anni a tavola Un giorno a Casa Maria Luigia, la nuova guest house firmata Massimo Bottura Un giorno a Casa Maria Luigia, la nuova guest house firmata Massimo Bottura Un giorno a Casa Maria Luigia, la nuova guest house firmata Massimo Bottura Un giorno a Casa Maria Luigia, la nuova guest house firmata Massimo Bottura Di lui si parla come di un visionario, un eletto, una rock star del cibo. E se davanti ai suoi piatti, alle sue intuizioni, la fascinazione è simile a quella che si potrebbe avere per uno Steve Jobs dal pulpito di Standford o un Paul McCartney sul tetto della Apple Records, lì nelle campagne emiliane, al civico 56 di Stradello Bonaghino , oltre le siepi del relais Casa Maria Luigia , il relais da poco inaugurato alle porte di Modena , l’uomo Bottura conquista un altro palco: quello della familiarità.

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«Questo posto non è un hotel, è casa nostra . E voglio che la gente possa sentircisi per davvero, a casa», ha dichiarato lo chef tristellato, neo vincitore del Compasso D’Oro 2020 – l’Oscar del Design andato al progetto sociale no profit contro lo spreco alimentare “Food For Soul ” – e del Webby Award 2020 con “Kitchen Quarantine ”, la serie social ideata da sua figlia Alexa e trasmessa via Instagram durante il lockdown.

«Ho visitato per la prima volta questo luogo, un’ex azienda agricola in stato abbandonico, nel 2014, in auto con Sergio Marchionne . Per entrarci, siamo stati costretti a sfondare un muro verde, tanto fitta e frondosa era la vegetazione cresciuta spontaneamente, alimentata da una grande fonte. La villa era stata requisita dal tribunale: Sergio mi ha incoraggiato a fare la mia offerta, e l’asta è andata deserta. Abbiamo lavorato duramente per renderla come appare: un incubatore di passioni»Tra le 12 stanze e i 2 appartamenti  di questa nuova mecca dell’hospitality d’autore, impreziosita da una piscina e un campo da tennis immersi in un giardino ampio e rigoglioso con una romantica fontana imperniata su un lago, il Massimo che va al massimo – virgolettando un altro conterraneo virtuoso, Vasco – Bottura ha seminato il suo amore per il bello , non secondo a quello per il buono .

Ci sono, tutt’attorno, le verdi pianure da cui proviene e la cura dei dettagli che gli appartiene. C’è l’inclinazione per il gioco di squadra («perché da solo sono Massimo Bottura, ma con tutti loro» – dice radunando il team sotto l’ala spiegata – «siamo l’Osteria Francescana») e la passione per l’arte contemporanea . C’è l’ossessione per la qualità della materia prima, quel magnifico tarlo condiviso con sua moglie, Lara Gilmore – musa e partner in crime che cura personalmente l’orto di casa (dal nome della mamma di lui, Maria Luigia) corroborando l’espressività culinaria del “Bott “, come lo chiamano all’ombra della Ghirlandina – e c’è la musica di cui è avido mangiatore («ho portato qui più di 5.000 vinili della mia collezione»).

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Se fosse il set di una serie televisiva sarebbe una mini Downton Abbey all’emiliana , ma è qualcosa di più e di meglio di una location cinematografica: un posto vivo e vivibile, che alla quiete della campagna alterna l’operosità di uno staff giovane e internazionale educato all’arte del ricevere.

Abbiamo visitato Casa Maria Luigia in occasione di un evento organizzato da BMW Group – “MINI MEETs TALENT ”, nato per sostenere, valorizzare e premiare i giovani talenti nel campo del cinema, della musica e dei motori – proprio lì dove una capacissima chef canadese, Jessica Rosval , classe 1985, per 7 anni nel gruppo della Francescana, è ora a capo della cucina.

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