A cosa servono le tasse

Ora più che mai ci si rende conto di quale senso abbia, e quanto importate sia, pagare le tasseSbirciando questa Italia politica senza senso di responsabilità né decenza, sembra di scorgere in lontananza il vero titolo di gran parte dell’azione del governo Conte: «Quando il cervello è in vacanza». (Anche in tv: domenica scorsa Simona Ventura, durante il suo programma su Rai2, ha lanciato l’oroscopo sul coronavirus!).

Il flagello del Covid-19, con mezza Italia nel ghetto della quarantena e l’altra mezza nel panico assoluto, ha spinto molti intellettuali a scrivere che questa dannatissima epidemia servirà per riflettere sui nostri stili di vita, sugli affetti che il nostro egoismo considera semplici accessori, sul fatto che nella società del benessere e del «diritto alla felicità» non sappiamo più accettare la parola morte. Per quanto mi riguarda: ’sto virus ci servirà, spero a tutti, anche a riflettere sulla nostra immancabile incazzatura quando dobbiamo pagare le tasse. Ammettiamolo: nessuno è patriottico quando si tratta di saldare Iva, Imu o Irpef. Quindi le sole opere di fantasia immaginifica che vengono scritte oggi sono le nostre dichiarazioni alla Agenzia delle entrate. Non a caso noi italiani siamo in cima alla classifica dell’evasione fiscale. Certo, ci girano le sinapsi perché, come motteggiava Ettore Petrolini, «bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco ma sono in tanti». Infatti i ricchi non si perdono un paradiso fiscale manco per sbaglio e, per la gioia delle prostitute e dei papponi, il sesso è l’ultima importante attività umana non ancora soggetta al fisco.

Poi è esploso il coronavirus, un marasma che ci ha messo in ginocchio e sta rivelando a tutti l’importanza del nostro sistema sanitario pubblico. Un welfare che dà a tutti, poveri e ricchi, la possibilità di salvare la pelle senza dover prima tirare fuori una carta di credito o un’assicurazione sanitaria privata, come succede negli Stati Uniti e in altri democraticissimi Paesi, dove il costo di un esame con tampone è circa 3 mila dollari. In Italia il costo medio giornaliero di un paziente in terapia intensiva è intorno ai 1.200-1.300 euro. Nel caso specifico del Covid-19 va aggiunto un 20 per cento, per cui si arriva almeno a 1.500. Considerato un periodo di degenza medio di due settimane, un paziente con complicanze derivanti da coronavirus può costare più di 20 mila euro allo Stato.

Ecco perché le tasse sono ciò che si paga per una società civilizzata. Il 7 ottobre 2007 il compianto ministro delle Finanze Tommaso Padoa-Schioppa discute in tv nello studio di Lucia Annunziata. E fa enorme scalpore: «Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l’istruzione e l’ambiente». Pagare le tasse è un dovere? Certo. Lo è dal punto di vista civico, ma anche cristianamente parlando. Nel Nuovo Testamento due sono i passaggi nei quali si ricorda l’obbligo di pagare i balzelli: il primo è quello in cui Gesù, interrogato se sia lecito o meno pagare i tributi, risponde di rendere a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio e l’altro nel quale si legge: «Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi si devono le tasse, date le tasse; a chi l’imposta, l’imposta; a chi il timore, il timore; a chi il rispetto, il rispetto».

Pagare le tasse è non solo un dovere, ma dovrebbe anche essere un titolo di merito, per ogni cittadino. Gli Stati, per definizione, non guadagnano una lira o un euro, ma devono coprire le spese di scuole, strade, asili, ospedali eccetera. Purtroppo ce ne accorgiamo solo quando natura e assurdo si uniscono per vendicarsi dell’uomo riducendolo a poco, un corpo i cui polmoni vengono divorati fino alla morte.https://www.vanityfair.it/vanity-stars/roberto-dagostino/2020/03/14/cosa-servono-le-tasse