Arriva il festival digitale, Michela Murgia:«La rete può tenerci uniti»

Eventi di ogni tipo annullati in tutta Italia, dalla rete e da nove scrittrici arriva la risposta: il primo festival digitale. Ne abbiamo parlato con Michela Murgia, tra le fondatriciCoronavirus, tutti gli eventi posticipati Coronavirus, tutti gli eventi posticipati Coronavirus, tutti gli eventi posticipati Coronavirus, tutti gli eventi posticipati Coronavirus, tutti gli eventi posticipati Il coronavirus costringe la popolazione a restare in casa. Tutti gli eventi delle prossime settimane sono stati cancellati, dallo sport all’editoria, passando per musei, cinema e spettacoli teatrali. Ma la cultura non si ferma e grazie alla rete è arrivata la sua pronta risposta. Ecco le passeggiate virtuali all’orto botanico, i podcast di opere e spettacoli teatrali, mostre in arrivo su Instagram e il primo grande festival digitale: Decameron .

«Nasce da nove donne, nove scrittrici», ci spiega al telefono l’autrice Michela Murgia che ha dato vita a Decameron   insieme a Teresa  Ciabatti, Chiara Valerio, Elena Janeczek, Evelina Santangelo, Caterina Bonvicini, Valeria Parrella, Rossella Milone e Alessandra Sarch. «Penso che ci sia un sapere del fare rete che appartiene alla donna, quando gli altri si fanno prendere dal panico, le donne iniziano a tessere».

Così è nato Decameron, una pagina interattiva appoggiata alla piattaforma di Facebook, che ha subito raccolto la collaborazione di molti editori : da Mondadori a Longanesi a Rizzoli, da Marsilio a Hacca, da Sem a Einaudi, Laterza, Nord, Sellerio, Chiarelettere e Fandango e molti altri si vanno aggiungendo in queste ore.

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«In 24 ore, trenta case editrici hanno prodotto il palinsesto sulla base di una semplice richiesta. Chiunque lavori nell’editoria in questo momento, con un calo del mercato del 40percento dopo il coronavirus, sa che i libri che escono nei prossimi tre mesi sono praticamente destinati al macero perché il libro è un oggetto relazionale, viaggia con l’autore . Se l’autore non può andare ai festival e non può incontrare i lettori nelle presentazioni, allora solo i nomi più grossi riescono a raggiungere un numero sufficiente di persone».

E se da una parte i social sono stracolmi di notifiche di eventi annullati, dall’altra la pagina di Decameron ha già iniziato a creare nuovi appuntamenti. Il filosofo Leonardo Caffo è stato il primo a mandare un video dove racconta il suo libro Il cane e il filosofo.  Venerdì 13 alle 21 proseguiranno Michela Murgia e Chiara Tagliaferri , che dal soggiorno di casa interagiranno con i lettori su Bastava Chiedere!  (Laterza) il saggio femminista a fumetti dell’attivista Emma che ha venduto in Francia oltre 200mila copie.

«Io non ho un libro in uscita e per me non è un’urgenza questa» continua Michela Murgia. «Però è un’urgenza sperimentare perché questo è un momento di grande difficoltà e nelle grandi difficoltà o ti viene un’idea nuova o cerchi di aggiungere un linguaggio nuovo a quello che già conosci. Questo è un momento per mettere a frutto un po’ di pensiero laterale».

E la rete è lo strumento che oggi può permetterlo. «Noi abbiamo tanto vituperato la rete in questi anni, non io personalmente, ma è diventato un po’ lo sport nazionale. La verità è che la rete in questo momento è l’unica cosa che ci tiene uniti , perché siamo tutti isolati e per non essere soli lo strumento della connessione è fondamentale».

Tra i nomi in palinsesto figurano molte firme letterarie note, come gli einaudiani Tiziano Scarpa, Marco Lodoli, Elvira Seminara e i candidati al Premio Strega Gianmario Villalta e Valeria Parrella, ma anche autori conosciuti al pubblico per altri linguaggi, come il regista Ferzan Ozpetk (al suo secondo romanzo con Mondadori), il collettivo Il terzo segreto di Satira, il fumettista Mario Alberti e il fenomeno youtuber Tommy Cassi.

«Le strade sono vuote ma le persone non sono morte , sono in casa e inevitabilmente stanno su internet» aggiunge Michela Murgia. «Chiunque immetta dei contenuti dedicati alle persone con cui ha sempre avuto relazioni, dinamiche di riconoscimento in questi anni, le troverà lì, esattamente dove pensa che siano. I lettori sono degli abitanti molto attivi degli spazi di confronto sulla letteratura. Possono fare all’autore la domanda online che non gli farebbero mai dal vivo perché inibiti da una sala con cento persone».

Il progetto è aperto e in continuo divenire e anche se risponde a un’emergenza, potrebbe lasciare un’eredità importante di metodo e di linguaggio anche quando la situazione degli spostamenti sarà tornata alla normalità.

«Credo sia anche una situazione più democratica, la promozione letteraria si fa prevalentemente al nord e al centro italia che non a caso sono le Regioni con il più alto tasso di lettura, il Sud è completamente svantaggiato perché avendo trasporti più faticosi e realtà sociali anche più disgregate, è raggiunto più di rado dagli scrittori. Ecco, quello che la geografia divide mai come oggi viene unito dalla rete ».

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