Assistere i malati di tumore, un sms per la Fondazione Ant

Da quarant’anni in prima linea per le cure a domicilio e palliative, con le squadre mediche che portano la salute sul territorio: parte la nuova raccolta fondi al numero 45590Migliaia di persone si trovano ogni anno di fronte al dramma della malattia di un proprio famigliare . E al problema di assisterlo : corse notturne in ambulanza, ricoveri imprevisti, ansia e senso di impotenza di fronte alle necessità continue di un malato di tumore, trasferimenti e assistenza domiciliare complicata. Da quarant’anni la Fondazione Ant si impegna per garantire a tutti i malati di cancro una vita in dignità in ogni fase della malattia, provvedendo a portare gratuitamente nelle case cure specialistiche attraverso équipe mediche diffuse sul territorio italiano. Specialmente in quei territori in cui la salute dei cittadini è un po’ più fragile: lì Ant vuole far sentire ancora più forte la sua presenza.

Per faro servono fondi. Dal 21 ottobre al 4 novembre si potrà donare al numero solidale 45590 per ampliare lo staff medico-specialistico che lavora con la fondazione. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun sms inviato da cellulare personale Wind Tre, Tim, Vodafone, PosteMobile, Iliad, Coop Voce e Tiscali. Sarà invece di 5 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Twt, Convergenze e PosteMobile, e di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45590 da rete fissa Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali. Fondazione Ant sarà inoltre presente nei palinsesti Rai dal 21 al 27 ottobre grazie al sostegno di Responsabilità Sociale di viale Mazzini.

Presente in undici regioni del Paese  con 23 équipe composte da medici, infermieri, psicologi, Ant porta cure specialistiche a casa di circa 10mila pazienti ogni anno . Grazie alla raccolta fondi la Fondazione punta proprio a potenziare la propria presenza in territori particolarmente fragili come ad esempio la Terra dei Fuochi e l’hinterland napoletano, l’area di Taranto, la Val d’Agri in Basilicata ma anche zone dove è alta la concentrazione di anziani soli e si registra una pressante richiesta di aiuto.

D’altronde i numeri danno un’idea inquietante dello stato della salute e dell’assistente in Italia: i fondi pubblici in calo (il divario tra spesa pubblica italiana e spesa media Unione Europea si attesa attorno al 37% nel 2017), la crescente disparità geografica , soprattutto tra Nord e Sud del Paese, le liste di attesa sempre più lunghe per accedere ai servizi, spesso chiuse per mesi e che gettano nel panico chi abbia bisogno di accertamenti in tempi rapidi, spingendo verso i privati e spesa sanitaria privata ridotta (il 17% di famiglie ha limitato la spesa sanitaria e oltre un milione ha rinunciato completamente a curarsi ).

Un recente rapporto del ministero della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 38 sul dolore – il dispositivo del 2010 che per la prima volta ha garantito l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato – evidenzia un miglioramento nell’assistenza e nelle cure palliative a domicilio che però rimangono ancora molto lontane dal bisogno potenziale della popolazione. Basti pensare che dei quasi 170mila pazienti oncologici che ogni anno muoiono nel nostro Paese, solo 40mila vengono intercettati dalle reti di cure palliative a domicilio o in hospice. Un quadro che si aggiunge ai dati generali con mille diagnosi di cancro al giorno, 371mila nuovi casi di tumore maligno all’anno , 170mila italiani che ogni anno muoiono per le conseguenze dei tumori.

«Senza la vostra competenza e professionalità mia madre non sarebbe potuta rimanere nella propria abitazione nell’ultimo periodo della sua vita. Senza di voi io non avrei saputo cosa o come fare per darle assistenza e non sarei stata in grado di risolvere i tanti problemi sanitari che giorno per giorno si presentavano». Sono le parole di Anna, che ha avuto la fortuna di intercettare per un periodo l’assistenza della Fondazione Ant.

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