Audi e-tron Sportback: evoluzione naturale

L’isola di Caprera è lo scenario di un viaggio a bordo della prima coupé 100% elettrica di Audi, in compagnia di un alpinista, un esploratore e una holistic health coach. Un percorso capace di mostrare modi diversi per raggiungere lo stesso obiettivo: il progresso sostenibileAmbiente e progresso sono concetti che purtroppo non vanno sempre di pari passo, come se l’innovazione dovesse talvolta sacrificare la salute del nostro pianeta. Eppure, esiste una strada che porta a un futuro nuovo, ispirato da una visione di tecnologia più evoluta , perché in armonia con l’ambiente . Un concetto che diverse persone hanno fatto proprio e alcune aziende stanno già sviluppando. Tra queste, in prima linea c’è Audi, che da anni mantiene un presidio permanente in Sardegna per sviluppare una serie di iniziative per la salvaguardia dell’ambiente.

Prestazioni in armonia con la natura

Grazie alla tecnologia di e-tron Sportback, Audi raggiunge infatti un nuovo traguardo nella mobilità elettrica , capace di unire performance sostenibili e carattere sportivo. I due potenti motori, uno per ogni asse, sono in grado di sprigionare fino a 408 cavalli abbattendo le emissioni e assicurando un’esperienza di guida evoluta.

Grazie a un preciso studio dell’aerodinamica e a una perfetta insonorizzazione, l’abitacolo diventa il palcoscenico ideale dal quale godere delle prestazioni estremamente silenziose dei propulsori elettrici , e delle numerose funzioni del sistema di infotainment MMI.

Audi e-tron Sportback riduce l’impatto sull’ambiente ancora prima di arrivare su strada : l’impianto di Bruxelles nel quale è assemblata è 100% carbon neutral, perché usa fonti di energia rinnovabile. E questo attento uso dell’energia emerge anche alla guida: l’auto è infatti dotata di un sistema di recupero intelligente che adegua l’intensità della frenata rigenerativa alle condizioni di traffico e di percorso, massimizzando l’efficienza a tutto vantaggio dell’autonomia.

La Casa dei quattro anelli è da sempre sinonimo d’avanguardia, ed è per questo che ha deciso di mettere la sua tecnologia al servizio del futuro . Da questo impegno nasce il progetto Road to zero : realizzare le Audi di domani in perfetta armonia con l’ambiente , senza scendere a compromessi con le prestazioni. La sostenibilità è la chiave che mette in moto questa idea di futuro. Per raccontarla, Audi in collaborazione con One Ocean Foundation ha scelto la splendida cornice di Caprera e tre ambassador d’eccezione – Hervé Barmasse, Johanna Maggy e Alex Bellini – in un viaggio a bordo di Audi e-tron Sportback.

Viene da chiedersi cosa abbiano in comune un brand di automobili premium, un alpinista, un esploratore e una holistic health coach . «Oggi è cambiato il nostro modo di vedere le cose. Di trovare connessioni anche dove un tempo non ce n’erano», spiega Fabrizio Longo , brand director Audi , nel presentare il progetto «The Progress of Nature» , un nuovo format di talk , lezioni e attività di ricerca in live streaming , in collaborazione con One Ocean Foundation. «Performance, sostenibilità, mindfulness, visione del futuro, impegno: oggi è possibile scegliere di abbracciare tutti questi valori insieme. Ecco perché Audi ha già preso una posizione in questo senso, con un modello di investimenti che guarda direttamente al futuro. La mobilità premium non è solo uno status. È una scelta concreta che sposa sia l’interesse personale sia quello collettivo. E Audi vuole essere il miglior abilitatore possibile di questa scelta», conclude Longo.

The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature The Progress of Nature

Una scelta condivisa anche dall’alpinista Hervé Barmasse che, lasciate momentaneamente le montagne della Valle d’Aosta, ha raggiunto Caprera per una masterclass in cui ha raccontato cosa rende una performance in armonia con la natura: «Oggi il modo in cui scaliamo le montagne diventa forse l’anello più importante per unirci e legarci alla montagna stessa e alla natura. Se noi rispettiamo e preserviamo il nostro territorio, o utilizziamo tecnologie, cultura, filosofie differenti per raggiungere questo risultato saremo gli alpinisti più bravi e più forti del mondo». Hervé per sua natura è affascinato dall’ignoto: tra gli highlight della sua carriera c’è l’apertura di una nuova via sul «suo» Cervino, mentre recentemente, scalando in simultanea con il collega e amico Cristian Brenna, ha coperto in un solo giorno, anzi in meno di sei ore, tre vie delle Dolomiti – Costantini Apollonio, Lastoni di Formin e Punta Fiames – che normalmente si affrontano in una giornata ciascuna. «Raccogliere una sfida – spiega – significa saper spostare i propri limiti in avanti e impegnarsi per superarli». Per progredire.

Il progresso è anche questione di mentalità e di mindfulness . Ne è convinta Johanna Maggy che, in occasione di una masterclass in live streaming, ha trasmesso la sua visione di armonia , intesa come momento in cui si raggiunge la consapevolezza del legame tra se stessi e il mondo che ci circonda : «Essere la miglior versione di noi stessi significa agire sempre in armonia con l’ambiente in cui viviamo». E per farlo ci vuole determinazione: «È dal singolo che parte il cambiamento. Solo facendo le giuste scelte possiamo salvaguardare il nostro domani».

Il terzo protagonista di questo viaggio è Alex Bellini. L’esploratore e divulgatore ambientale, in conversazione con l’oceanografo e ricercatore del CNR Sandro Carniel , ha raccontato come le sue imprese abbiano raggiunto un significato più alto nel momento in cui sono diventate occasione di consapevolezza sul cambiamento climatico e l’inquinamento degli oceani. «Per salvaguardare il futuro è necessario cambiare il modo di muoversi nel presente, trovando nuove soluzioni per preservare la diversità». Ma non si tratta di un’avventura in solitaria, come quelle di cui è normalmente protagonista Bellini, che mette l’accento sull’importanza della formazione delle nuove generazioni: «Se vogliamo un mondo migliore dobbiamo anche occuparci di migliorare le persone che vivono su questo pianeta».

Scopri di più su MyAudi.ithttps://www.vanityfair.it/lifestyle/motori/2020/10/13/audi-sostenibilita-progresso-evoluzione-naturale