Autostima, come proteggerla e allenarla nel 2020

La fiducia in se stessi si può accrescere, basta esercitarsi nel modo giusto. E fare i conti, nella realtà contemporanea, con opportunità e pericoli del tutto nuovi. Ecco una mini guida per superare disagi e insicurezze nell’era dei social networkGUARDARE LA VITA DEGLI ALTRI CON SANA DIFFIDENZA AMARE IL PROPRIO CORPO TENERE PRESENTE CHE QUALITÀ E LIMITI APPARTENGONO A TUTTI MIGLIORARE IL PROPRIO LINGUAGGIO DEL CORPO IMMAGINARCI SIMILI A UN “ALBERO” OSARE OGNI GIORNO UN PICCOLO CAMBIAMENTO RALLENTARE (E RICARICARSI) NON PENSARE SOLO AI RISULTATI ENTRARE NELLA DIMENSIONE “LAVORI IN CORSO” BLOCCARE SUL NASCERE I PENSIERI NEGATIVI L’autostima è un eterno ed eccezionale passepartout. «È la chiave che ci consente di aprire tante porte e di muoverci al meglio in un mondo spesso difficile. Possederne abbastanza – e quindi avere una positiva concezione di sé – significa aumentare le probabilità di successo in qualsiasi campo, ma anche affrontare eventuali difficoltà, delusioni o sconfitte senza smarrirsi  o demotivarsi. Possederne poca, al contrario, significa ritrovarsi a soccombere con più facilità di fronte agli inevitabili piccoli o grandi problemi di tutti i giorni» spiega Umberto Longoni , psicologo e autore del recente libro “L’autostima si impara: esercizi per aumentare la fiducia in se stessi” (Franco Angeli, € 13.00), un testo nato dall’idea che l’autostima (per fortuna) possa essere sviluppata e allenata attraverso veri e propri esercizi .

Ma quanto bisogno c’è, al giorno d’oggi, di allenare l’autostima? Come siamo messi, cioè, nella realtà contemporanea, con l’amore e la fiducia verso noi stessi?

«A un primo impatto, potrebbe sembrare che oggi ci amiamo di più. Perché abbiamo maggiormente a cuore il nostro benessere e la nostra salute : in generale, siamo diventati più consapevoli di quello che mangiamo e ci impegniamo di più per raggiungere e mantenere una buona forma fisica . Tuttavia, dietro tutto questo amore verso noi stessi, si annidano spesso soltanto il gusto di apparire e una forte dose di narcisismo : due fattori che, a ben vedere, rischiano di indebolire (anziché rafforzare) la nostra autostima. Perché la fanno dipendere dalla nostra immagine e dal gradimento riscosso nelle altre persone.»

Quindi oggi rischiamo più spesso di amarci in maniera sbagliata?

«Esatto. Oggi è più facile concentrarsi sulla propria esteriorità . Ma l’autostima, per potersi sviluppare e mantenere, ci chiede di prestare attenzione anche alla nostra interiorità ».

In che misura i social hanno cambiato la costruzione dell’autostima e la percezione di sé?

«I social stanno contribuendo a rendere l’autostima fluttuante , nel senso che la alimentano se un nostro contenuto riscuote successo e quindi attira “Mi piace” e Followers . Viceversa, la abbassano se un nostro contenuto non riscuote la visibilità e il gradimento sperati. Insomma, oggi l’autostima e la percezione di sé rischiano di dipendere da parametri superficiali e fuorivianti ».

Cosa succede alla nostra autostima quando siamo, invece, dalla parte dei fruitori di immagini e contenuti?

«Se ci troviamo di fronte a un contenuto di nostro gradimento, possiamo provare entusiasmo e magari avere addirittura ripercussioni positive sulla nostra autostima. Se, invece ci ritroviamo a pensare che le vite degli altri siano perfette e assai lontane dalla nostra, possiamo ritrovarci a provare invidia , rabbia e sentimenti di rivalsa . Con conseguente caduta dell’autostima».

Che impatto ha sull’autostima un fenomeno attuale come quello del “Body Shaming”?

«Poiché, come dicevamo, oggi conta molto l’immagine e viene data grande importanza all’accettazione e al gradimento da parte degli altri, qualsiasi commento negativo rivolto alla propria “fisicità” – quindi al proprio peso, al colore della pelle o a qualsiasi fattore considerato “imperfetto” – ferisce molto, provoca vergogna e, in generale, ha un impatto deleterio sull’autostima. Peraltro oggi certi difetti – come il sovrappeso – vengono notati e stigmatizzati molto di più rispetto al passato».

Quanto incide invece all’autostima una tendenza come il #nomakeup movement?

«La volontà di liberarsi dal concetto di trucco per nascondere l’età e le imperfezioni e il conseguente desiderio di aprirsi all’idea di bellezza naturale credo che sia un fenomeno nato come reazione all’eccesso , declinato in varie forme. L’eccesso nel trucco, negli interventi estetici e di chirurgia plastica, nelle foto patinate e photoshoppate e nel narcisismo. Da questo punto di vista, scegliere di mostrarsi al naturale – e quindi senza artifizi – equivale a compiere un atto di coraggio e quasi di sfida, con tanto di ripercussioni positive sull’autostima. Tuttavia, laddove il #nomakeup movement dovesse sfociare in un’altra forma di eccesso, ovvero la trascuratezza , potrebbe sorgere il rischio di svilire la propria femminilità».

Rispetto al passato, ci sono fattori che al giorno d’oggi possono agevolarci nella costruzione di una buona autostima?

«Sì. I mezzi mediatici e tecnologici come, appunto i social e internet . Perché consentono un’espressione di sé e delle proprie capacità che, a differenza di un tempo, possono risultare visibili a tutti e ciò agevola nel solidificare l’autostima. Basti pensare a quanti artisti , specialmente in campo musicale, devono la propria realizzazione a Youtube . Tuttavia, se l’autostima fosse basata soltanto o soprattutto su successo , popolarità e visibilità – che spesso oggi si rivelano effimeri – allora non sarebbe in grado di mantenersi a buoni livelli nei momenti bui.»

Perciò le fondamenta dell’autostima vanno sempre cercate al di là del successo e della visibilità…

«Assolutamente sì. Anche se i tempi sono cambiati, i fattori che concorrono alla costruzione di una solida autostima restano sempre gli stessi e dipendono più dall’essere , ovvero dalla fiducia in sé , dalla positiva concezione di come siamo e di quanto valiamo , che dall’avere e dall’apparire ».

Quali sono le peggiori minacce contemporanee per l’autostima?

«Oltre a quelle già citate (il culto del corpo, dell’immagine e l’impressione – data dai social – che le vite degli altri siano “perfette”), direi l’insicurezza . Oggi nulla è certo: quindi si può avere l’impressione di non sapersela cavare in diverse situazioni. Nel trovare (o mantenere un lavoro), nel gestire bene la propria vita dal punto di vista economico, ma anche sentimentale e sociale. In effetti, in mezzo a tanti cambiamenti (come quelli che popolano le nostre vite di oggi), è difficile restare a galla e da lì a sentirsi inadeguati e avere un crollo di autostima può intercorrere davvero poco».

Andiamo sul concreto. Come possiamo allenare l’autostima e proteggerla dalle più diffuse minacce (vecchie e nuove)? Potrebbe fornirci una piccola rosa di consigli pratici?

Per proseguire la lettura e scoprire come favorire o proteggere l’autostima – al giorno d’oggi così come in assoluto – secondo Umberto Longoni, aprire e scorrere la galleryhttps://www.vanityfair.it/benessere/what-women-want/2020/02/13/autostima-esercizi-aumentarla-proteggerla-allenarla