Brasile, le estetiste che individuano le vittime di violenza domestica

Il dipartimento di giustizia del Brasile ha istituito un programma per insegnare alle professioniste al lavoro nei saloni di bellezza come cogliere i segni di abusoIn Brasile, la maggior parte delle donne, indipendentemente dalla condizione economica, frequenta i saloni di bellezza. E, fra una manicure e una depilazione, entra in confidenza con le estetiste, racconta la propria vita, sfoga le frustrazioni. Una professionista attenta può avere tutti gli strumenti per riuscire a capire se, fra le sue clienti, ce ne sia qualcuna che sta subendo abusi e violenza domestica.

D’altra parte, il Brasile è il quinto paese più violento al mondo nei confronti delle donne. Secondo i dati del 2015, il Mato Grosso do Sul, uno stato federato brasiliano con una popolazione di 2,62 milioni di persone, ha registrato un tasso di 5,9 omicidi su 100.000 donne, rispetto a San Paolo, che conta oltre 44 milioni di abitanti, e dove il tasso è di 2,9.

Per questo, il dipartimento di giustizia dello stato ha istituito un programma per insegnare alle estetiste al lavoro nei saloni di bellezza come individuare i segni di abuso domestico e incoraggiare le clienti a denunciare i loro aggressori. Il piano fa parte del Mãos empenhadas contra a violência: è uno dei 14 programmi istituiti nel 2017 dal giudice Jacqueline Machado e dalla sua squadra in risposta agli spaventosi dati sulla violenza contro le donne nel Mato Grosso do Sul.

Ivone Vera, 35 anni, una delle prime estetiste che hanno partecipato al programma di formazione, lavora in un salone di bellezza a Campo Grande: è un piccolo spazio con un lettino, un tavolo nell’angolo, pareti nude e nessuna finestra. Nell’intimità di queste mura, negli ultimi tre anni ha sentito raccontare innumerevoli storie di abusi subiti delle donne da parte dei loro partner. «Quello che sento in questa stanza mi colpisce davvero e a volte non so davvero che cosa potrei fare», ha raccontato al quotidiano inglese The Guardian. «Ci sono volte in cui mi sveglio di notte, e non riesco più a dormire pensando a ciò che ho sentito».

Il programma di formazione pomeridiana per estetiste include una spiegazione sulle norme relative agli abusi domestici, dall’abuso finanziario ed emotivo alla violenza fisica. Durante le lezioni, le professioniste imparano a capire perché molte donne intrattengono relazioni abusive e viene loro spiegato quali servizi sono a disposizione per aiutare le vittime. Guardano un filmato, fanno esercizi di improvvisazione e di conversazione sull’argomento. Vieira dice: «Ho visto colleghe che sono scoppiate in lacrime perché si sono rese conto che anche loro sono state vittime di violenza».

Ad oggi, 272 estetiste sono state formate in 10 sessioni a Campo Grande e 50 saloni stanno partecipando ai corsi. In questo modo, vengono raggiunte oltre 22.000 clienti al mese. A sei mesi dal primo corso di formazione, 63 clienti hanno ammesso di subire violenza . Sebbene non vi siano dati su quante di queste donne abbiano cercato un ulteriore aiuto, oppure lasciato o denunciato il loro molestatore, il progetto è già stato replicato in sette città di sei diversi stati del Brasile. «Ascolto le donne, dico loro che devono essere forti e chiedere aiuto», spiega Vera. «Spiego loro che sono vittime e che devono denunciare la violenza che subiscono».

Anche il Regno Unito , che ogni anno conta quasi 2 milioni di vittime di abusi domestici, sta seguendo l’esempio del Brasile, e incoraggia parrucchiere ed estetiste a iscriversi ai corsi di formazione per individuare i segni di abusi domestici. «Andare dalla parrucchiera», ha spiegato Nicole Jacobs, commissaria per gli abusi domestici in Inghilterra e Galles, «offre a molte persone l’opportunità di aprirsi a qualcuno al di fuori della propria cerchia sociale. Le professioniste della bellezza potrebbero essere in grado di individuare segni di abuso che altri potrebbero non cogliere, e indirizzare le persone verso servizi che in alcuni casi sono in grado di salvare vite umane».

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