Brexit più vicina: Boris Johnson ha vinto. E ora che succede?

La vittoria del partito conservatore con la maggioranza in Parlamento è conferma che Il 31 gennaio la Gran Bretagna dirà addio alla Ue. Passaporto e visto per viaggi e lavoro, ma anche una serie di questioni da negoziare.Il 31 gennaio sarà Brexit . La vittoria, con maggioranza parlamentare assoluta e quindi autonoma , del partito conservatore di Boris Johnson porta con sé la certezza che il Regno Unito lascerà l’Unione Europea come da volere del premier e seguendo la volontà popolare espressa nel referendum del 23 giugno del 2016.

Il nuovo Parlamento, che non ha i numeri risicati del precedente, dovrebbe approvare rapidamente l’accordo sulla Brexit negoziato lo scorso ottobre con Bruxelles . Johnson dovrebbe presentare il testo già prima di Natale e l’approvazione definitiva dovrebbe arrivare dopo le feste. L’uscita è fissata per l’ultimo giorno di gennaio del 2020.

CITTADINI EUROPEI

Dovrebbero essere garantiti i diritti acquisiti dei cittadini europei (gli italiani sono 700mila) che già vivono e lavorano nel Regno Unito. Bisogna però che si registrino al ministero dell’Interno sulla base del settlement scheme per continuare a vivere nel Regno Unito oltre il 30 giugno 2021 con uno status di residente permanente o di residente provvisorio. Devono aver iniziato a vivere nel Regno Unito entro la data in cui il Regno Unito lascerà l’Ue, abbia vissuto nel Regno Unito per un periodo continuativo di 5 anni per la residenza permanente.

IMMIGRAZIONE

Senza la libera circolazione cambiano le regole per l’immigrazione. Saranno privilegia i lavoratori qualificati rispetto a quelli non qualificati che dovranno avere già un contratto prima della richiesta di ingresso e potranno restare per un tempo limitato. I primi invece potranno ottenere visti di lavoro più lunghi e acquisire la residenza permanente.

TURISMO

I turisti europei dovranno munirsi di un visto elettronico , un modulo da compilare simile all’Esta americano. Dovranno ottenere una autorizzazione online prima di partire per Londra e dovranno farlo con almeno tre giorni di anticipo rispetto alla data del viaggio. Sarà necessario esibire il passaporto. Arrivi e partenze dei turisti saranno registrati con un sistema di conteggio «In & Out» per fare in modo che chi viaggia per turismo non si fermi oltre i tre mesi, e che chi vuole rimanere più a lungo debba munirsi di un visto di lavoro.

I CONFINI

Il tema di scontro è quello dell’Irlanda del Nord che sarà soggetta a un regime diverso rispetto al resto della Gran Bretagna, per evitare il ritorno a un confine rigido con la Repubblica d’Irlanda a Sud. Per quanto riguarda il diritto l’Irlanda del Nord lascia l’Unione Europea con il resto del Regno Unito, ma di fatto per quattro anni mantiene le regole e le norme del mercato unico . Dopo questi quattro anni il parlamento locale può votare a maggioranza assoluta il rinnovo dello status quo per altri quattro o otto anni.

I CONTI

Il Regno Unito deve pagare all’Unione Europea 33 miliardi di sterline, circa 40 miliardi di euro , per il divorzio. Sono fondi che erano già stanziati per l’Inghilterra e programmi già approvati. Sono gli obblighi che il governo britannico aveva già preso nei confronti di Bruxelles e che dovrà onorare. Si tratta di contributi al bilancio comunitario fino alla fine del 2020 e la partecipazione a progetti europei già decisi in passato. I tre quarti dovrebbero arrivare nelle casse di Bruxelles entro il 2022, ma Londra potrebbe dover pagare fino al 2060.

I PROSSIMI NEGOZIATI

La definizione dei rapporti fra UK e UE saranno definiti in una serie di negoziati a partire da febbraio. Fondamentali le questioni commerciali. Con questa maggioranza in Parlamento però Johnson potrebbe scegliere di dare avvio a una hard Brexit con accordi soli di massima e niente che la leghi all’Unione Europea sul modello trattati canadesi più che su quelli della Norvegia allineati formalmente all’Ue. L’altra via è quella di stringere rapporti stretti con trattati dettagliati con l’Unione Europea anche per limitare le ricadute economiche della Brexit.

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