Cambiare lavoro dopo i 50 anni

Perché è l’età dei primi bilanci, perché molti hanno perso il lavoro, perché si comincia a essere stufi di quello che si sta facendo, ma sempre più persone, verso i 50 anni, hanno voglia di una svolta professionale. Che spesso porta anche a raggiungere un maggior successoRay Kroc Anna Mary Moses Julia Child Duncan Hines Laura Ingalls Wilder Non deve essere una cosa così rara se anche Wikihow ha dedicato al tema uno dei suoi speciali: Come cambiare carriera dopo i 50 anni. Sarà che si è ancora giovani per pensare alla pensione ma troppo esperti per non essere (almeno) un po’ stufi di quello che si fa da troppi anni, sarà che con la crisi molti si ritrovano a spasso, sarà che è quell’età di mezzo in cui si fanno i primi bilanci, fatto sta che la voglia di cambiare, a 50 anni, arriva.

Fa tremare le ginocchia il momento del salto e finisce che la maggior parte è frenata dall’incertezza o dalla paura di fallire . Ma non è detto che, superati i comprensibili timori, quella invece non possa essere la svolta che si porta appresso una soddisfazione più generale.

In gergo si parla di«career pivot », un’espressione presa in prestito dalla danza per indicare un cambiamento: «pivot» è un passo di tecnica jazz/modern, che si esegue facendo un passo avanti, girando e compiendo un altro passo indietro. In realtà in questo caso si intende di solito un cambiamento «soft», che comunque si appoggia sulle competenze che abbiamo messo in campo fino a quel momento, nulla di rivoluzionario.

Spesso però accade che nella seconda parte della carriera professionale sia invece la passione a portarci via, andando verso qualcosa di completamnete diverso rispetto a quello che abbiamo fatto, qualcosa che per tutta la vita è stato un piacevole passatempo, a cui ora si vuole dare più spazio e tempo. Un cambio radicale, che, proprio perché sorretto dalla scelta personale, non è escluso che porti a un successo maggiore di quello raggiunto in ufficio fino a quel momento. Non sono pochi i cosiddetti «late bloomers »: attori, scrittori, designer e imprenditori, che, non più giovanissimi, coraggiosamente hanno mollato una carriera sicura e poco soddisfacente per inseguire i loro sogni, conseguendo poi un grande successo.

Un esempio (altri nella gallery qui sopra ) è Harland Sanders (nella foto), che prima dei 50 anni ha fatto un po’ di tutto, dal vigile del fuoco al venditore di assicurazioni e nel frattempo ha studiato Legge di notte per corrispondenza ed è diventato avvocato. A un certo punto ha iniziato a gestire una stazione di servizio nel Kentucky, dove serviva ai clienti affamati anche del pollo fritto. Nel 1935, la ricetta di Sanders era diventata così famosa a livello regionale che il governatore Ruby Laffoon lo onorò con un titolo ufficiale di colonnello nel Kentucky e nel 1940, esattamente quando aveva 50 anni, ha aperto il Ristorante Harland Sanders, il primo di quell’impero che oggi è KFC (Kentucky Fried Chicken), un fast food che conta 23.000 sedi in tutto il mondo. Il vero American Dream .

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