Che cosa significa la Brexit (sempre più vicina) per la regina Elisabetta

Con la nuova vittoria di Boris Johnson, l’uscita del Regno Unito si fa sempre più vicina. Ma cosa ne pensa Elisabetta II? E cosa cambierà per lei? Abbiamo provato a scoprirlo…La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento La regina Elisabetta apre il Parlamento Elisabetta II come da suo dovere ha appena incontrato (di nuovo) Boris Johnson, che ha appena vinto le elezioni britanniche, facendo un altro passo in avanti verso la Brexit. È il 14esimo primo ministro – da Churchill in poi – che la regina incontra nei suoi quasi 70 anni di regno.

Ma cosa ne pensa davvero sua maestà dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea? Difficile dirlo con esattezza: la monarchia britannica né vota, né esprime opinioni politiche. Ci si può solo basare sulle indiscrezioni. A metà del dibattito sulla Brexit nel 2016, diversi media come il Telegraph avevano riferito che Elisabetta II avesse sostenuto il «l eave» del Regno Unito dall’Unione Europea durante una cena privata. Nel 2017, tuttavia, in molti hanno visto nel cappello blu cosparso da fiori gialli, indossato durante il discorso di apertura del nuovo anno parlamentare, come un forte richiamo alla bandiera europea. In un altro discorso poi, dosando bene le parole, aveva dichiarato: «I valori condivisi tra la Gran Bretagna e l’Europa sono la nostra più grande risorsa». Inoltre, durante l’estate 2018 The Queen si sarebbe detta «preoccupata» , come riporta il Mail, per le modalità di uscita.

Quel che è certo è che con la Brexit oltre che regina, Elisabetta II continuerà a essere a capo del Commonwealth e a capo della Chiesa d’Inghilterra. Qualche problema potrebbe darla la Scozia, dove ricordiamo la famiglia reale britannica possiede uno dei suoi beni preferiti, il castello di Balmoral. Sebbene nel referendum per l’indipendenza scozzese del 2014 abbia vinto il “No”, la Brexit inevitabile incoraggia le richieste di secessione.

È tuttavia dal lato economico che la Brexit potrebbe danneggiare maggiormente i Windor. Secondo un articolo del Sunday Telegraph, Sandringham Estate, la fattoria che la regina possiede nel Norfolk, perderebbe 700 mila sterline all’anno se il Regno Unito smetterebbe di ricevere i fondi provenienti dalla politica agricola comune, la PAC. E il principe Carlo, altro grande appassionato di agricoltura e allevamento, perderebbe circa 100 mila sterline all’anno per lo stesso motivo.

Ma visto che l’accordo non è ancora definitivo, bisognerà aspettare il trattato finale per capirne di più. Intanto, la vittoria di Johnson rimanda le vacanze reali di Natale. La 93enne dovrebbe tenere il suo discorso al Parlamento il prossimo 19 dicembre, e di solito sua maestà parte per Sandringham il giovedì prima di Natale.

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