Cioccolata con olio di oliva: ideale perfino per i diabetici

La cioccolata a cui viene aggiunto olio extravergine di oliva non causa aumenti di glicemia rilevanti secondo uno studio della Sapienza di RomaProtegge contro le malattie cardiache e l’ictus Aiuta ad avere una gravidanza più sicura Riduce le infiammazioni Abbassa il colesterolo Può proteggere contro il diabete di tipo 2 Può aiutare a concentrarsi Può combattere la depressione Aiuta contro la demenza senile Migliora le performance atletiche Diminuisce lo stress Protegge dai raggi solari Fa bene alla libido Previene il cancro Fa dimagrire Aiuta a vivere più a lungo L’olio extravergine di oliva è probabilmente uno dei prodotti più di valore dell’area mediterranea. È buono e fa bene, ormai lo sanno anche i muri. Ma che potesse rivelarsi utile anche per i pazienti diabetici è una novità. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition e condotto da un team di ricercatori della Sapienza di Roma, coordinati dal professor Francesco Violi, direttore della prima clinica medica della Sapienza.

In sostanza si è dimostrato che l’olio extravergine di oliva può permettere anche ai pazienti diabetici di consumare il cioccolato . Sì, avete capito bene: cioccolata e diabete possono non essere in contrapposizione. Non parliamo della cioccolata senza zuccheri che spesso non si può definire propriamente una golosità… E pensate un po’, alcuni prodotti di questo tipo già esistono sul mercato: un cioccolato con olio extravergine di oliva viene prodotto ad esempio da Evo del Borgo  o dal Frantoio Berti .

Dallo studio è emerso che aggiungendo dell’olio extravergine di oliva alla cioccolata, la glicemia dei pazienti diabetici (diabete mellito di tipo 2) non aumenta o lo fa in quantità trascurabile. «La natura del messaggio che lancia il nostro studio è prevalentemente sociale» sottolinea Francesco Violi. «La cioccolata è un vasodilatatore e – se fatta in questo modo – può essere consumata non solo dai diabetici, ma anche da tutti coloro che hanno anche solo una familiarità per il diabete di tipo due».

Un problema che interessa un numero crescente di persone; si stima che nel trentennio 2000-2030 il numero di pazienti dovrebbe raddoppiare rispetto a quello precedente. Le conseguenze di questa condizione sono piuttosto note e abbracciano settori diversi; per esempio quello cardiovascolare: il protrarsi dell’iperglicemia espone ad aterosclerosi (una patologia che rende le pareti dei vasi sanguigni meno elastiche, per semplificare) e a un rischio maggiore di ischemia . E proprio la cioccolata, sia nera sia gianduia, contiene molti polifenoli e antiossidanti che possono invece produrre benefici per la protezione cardiovascolare.

Per evitare di incorrere in rischi del genere, la parola magica nell’alimentazione è sempre la stessa: moderazione . «Il problema è sempre la quantità. Dovremmo evitare di mangiare troppi carboidrati come pasta e pane e in generale tutti gli alimenti con troppi zuccheri. Per quanto riguarda la glicemia, sappiamo che il cacao e l’olio di oliva, per l’appunto, facilitano la secrezione di insulina» conclude Violi. E l’insulina è proprio quell’ormone che ci permette di smaltire e regolare gli zuccheri in giro per il nostro corpo.

Se questo ormone non funziona come dovrebbe e il livello di glicemia – cioè di glucosio, cioè di zuccheri – nel sangue arriva a soglie molto alte, intorno 2,5-3 grammi, si inizia ad avvertire i sintomi tipici dell’iperglicemia patologica: si ha fame e sete anche se abbiamo mangiato da poco e la situazione può peggiorare fino al punto estremo del coma.

Grazie a questa scoperta, però, i motivi per privarsi della cioccolata sono sempre meno; nella gallery, invece, vi abbiamo raccolto tutti quelli per cui ci fa bene.

(Foto: unsplash.com).

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