Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica corte del tempo perduto

Lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet e la moglie hanno trasformato la loro casa in un luogo dove vivere l’antica arte del «dolce far niente», abbracciando la lentezza della vita per prendersi cura dell’anima. Un luogo di pura emozioneCivita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte trecentesca di Paolo Crepet Civita di Bagnoregio: in hotel nell’antica Corte 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Poi ci sono archi a tutto sesto in pietra, pavimenti in cotto e maioliche decorate, come ci si aspetta da una dimora trecentesca attigua al palazzo vescovile . E ancora: dipinti e oggetti sacri, scovati nei mercatini e nei negozi di antiquariato, e un’incredibile collezione di specchi, ceramiche e tappeti. È la caleidoscopica sequenza degli ambienti di Corte della Maestà , la country house di Civita di Bagnoregio di proprietà dello psichiatra e scrittore Paolo Crepet , che insieme alla moglie Cristiana   ha aperto alla condivisione e all’ospitalità.

«Timeless retreat» – hanno scritto come claim: un buen retiro in un luogo senza tempo, come in effetti è Civita di Bagnoregio, borgo arroccato su una rocca tufacea fra Umbria e Lazio, raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale.

«Il nostro obiettivo non era quello di costruire un hotel di lusso o un banale B&B, quanto piuttosto offrire un’esperienza da vivere in un’atmosfera di calore che le persone possano ricordare per sempre. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto: con questa casa abbiamo realizzato un sogno, per noi e per gli altri. E chiunque ne viene a conoscenza lo porta con sé, insieme ai colori e al silenzio che lo avvolgono», ci ha raccontato Crepet al Duco Travel Summit , il meeting più alto e qualificato del settore alberghiero italiano che ogni anno, prima di Pasqua, fa incontrare a Firenze l’eccellenza dell’offerta italiana nell’ospitalità con la domanda di target altospendente del mercato anglofono: americani, inglesi, canadesi e australiani.

«Casa nostra è un luogo senza tempo – aggiunge  Crepet – . Qui le esperienze non sono necessariamente ricercate, ma vivono in piccoli dettagli: il silenzio della notte, quando sembra nevicare da quanto la quiete è perfetta; le luci e i colori del tramonto e dell’alba, i gatti che vivono nel borgo e accompagnano i turisti nelle loro passeggiate lungo i vicoli; un bicchiere di vino sorseggiato davanti al camino, o semplicemente leggendo un libro all’ombra di un albero da frutto in giardino, circondato di fiori. Ma è anche ascoltare buona musica o giocare a scacchi. In buona sostanza noi promuoviamo l’antica arte del “dolce far niente” , abbracciando la lentezza della vita per prendersi cura dell’anima, mettendo in pausa la frenesia quotidiana. Ecco: questo affresco di emozioni può essere trovato solo qui».

Oltre a visitare Civita di Bagnoregio – stupenda – nei dintorni si possono fare escursioni in barca o pic nic sul lago di Bolsena, visitare il parco dei mostri di Bomarzo , Palazzo Farnese a Caprarola , girare per Orvieto e la città sotterranea. O semplicemente rimanere a Civita, per un’esperienza totalizzante di ritiro senza tempo, così come suggeriscono gli stessi coniugi Crepet, dal momento che la loro casa è dotata di ogni comfort: una grande cucina, colorata e luminosa, stanze comuni e camere da letto raffinate e curatissime.

Cinque suite soltanto e tutte con nomi femminili : La Badessa, la Sonnambula, L’Intrusa, La Maestà e La Scrittrice. E a proposito di scrittrice, oltre al richiamo di affinità con Virginia Woolf per la tappezzeria, Paolo Crepet ricorda anche le parole di Marguerite Yourcenar a proposito di Civita di Bagnoregio. «Civita – riassume Crepet – rappresenta qualcosa che molte persone vorrebbero: una fuga dal rumore, dall’arroganza, dalla maleducazione e dall’inciviltà . Qui tutto si riunisce ed è possibile pianificare un futuro migliore , che non implica la resa o la nostalgia romantica». Marguerite Yourcenar aveva ragione: quando le è stato chiesto in quale, tra tutti i tanti posti meravigliosi che aveva vissuto, avrebbe scelto di vivere, ha risposto “New York e Civita di Bagnoregio”.https://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/weekend/2019/10/21/civita-di-bagnoregio-hotel-nellantica-corte-del-tempo-perduto