Come eravamo

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Dalla piega «a schiaffo» di Carol Alt alla frangetta baby di Isabella Ferrari, passando per le permanenti croccanti delle star della tv: un tuffo negli anni ottanta e nella sua eterna estate selvaggiaCome eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Come eravamo Questo articolo è stato pubblicato sul numero 32/33 di Vanity Fair Italia in edicola fino al 25 agosto

Addio cofana e lunghezze fuori controllo. Finiti gli anni ’60 con le loro cofane ingessate e i ribelli ’70, sulle spiagge degli Ottanta imperversano criniere. Icone assolute Carol Alt e il suo sensuale look a schiaffo, con boccoli larghi a cascata e frangia portata di lato. Copiatissimo. Alla sua capigliatura super texturizzata rispondeva quella acqua e sapone: «La moda di quegli anni parlava un linguaggio oversize e di conseguenza anche i capelli chiedevano il loro spazio. Scalature marcate, permanenti, cotonature disfatte erano tra gli styling più in voga all’epoca, contrapposti ad acconciature romantiche e fresche di icone come Ornella Muti. Con i suoi capelli lunghissimi e molto curati, aveva uno stile proiettato già negli anni Novanta», spiega Juri Coppari, direttore artistico di La Biosthétique Italia. Dai capelli, la Muti traeva la sua forza e il suo fascino. «Fui il primo a proporle di tagliarli, era il 1994», racconta Pier Giuseppe Moroni, Direttore Artistico Wella Italia, «realizzai per lei un carré lungo. Tornò anche una seconda volta perché voleva un taglio ancora più corto. Le donava, ma la Muti è quel tipo di donna che con i capelli lunghi esalta al massimo tutta la sua femminilità».

SAPORE DI MARE E DI LIBERTÀ

Il sogno dell’eterna vacanza: le teste di quegli anni sono ariose e in movimento, seducenti e spensierate. «In quell’epoca i volumi sono più proporzionati, morbidi e ampi. Ci si scopre la fronte per valorizzare ricci e onde ai lati. Tutti ricordano Isabella Ferrari in Sapore di mare con i suoi capelli biondi e quella frangetta leggermente concava dai lati più lunghi che le incorniciava il volto anche quando faceva la coda. Replicata poi da tantissime

donne», ricorda Maurizio Gaudino, ambassador L’Oréal Professionnel.

Gli Ottanta sono gli anni d’oro di ciuffi e frange: «Spopolavano baby frange abbinate al cerchietto oppure bombate collegate alla scalatura del capello», ricorda Coppari. Complici le dive della tv e del cinema, dilaga l’uso dei

bigodini nelle hair routine e della permanente come trattamento volumizzante. «La permanente spesso veniva abbinata a un taglio scalato per enfatizzare ancora di più questo effetto. Negli anni Ottanta c’è ancora uno

strascico di fascia nei capelli, ma sono solo le donne che osano un taglio mullet alla David Bowie con lunghezze frastagliate e frangia cortissima a indossarla», dice Gaudino.

Non solo chiome al vento, quindi. In quegli anni il desiderio di libertà esploso negli anni Settanta continua a vivere in tagli corti ultra sfilati, come spiega Pier Giuseppe Moroni: «Abbiamo assistito a una vera liberazione

dall’obbligo di andare dal parrucchiere ogni settimana. Le donne hanno imparato ad apprezzare i propri capelli al naturale. Non solo, in quegli anni molte chiedevano rasature nette per un taglio deciso all’estetica ingessata

delle mamme e per esprimersi in libertà».

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