Come potenziare il sistema immunitario attraverso il sonno

Durante il sonno un meccanismo-chiave che aiuta i linfociti T ad agganciarsi ai loro bersagli è risultato più attivo, con ogni probabilità migliorandone l’efficacia: ecco perché il riposo è intrecciato al sistema immunitario e come favorirloFate stretching Sudate Bevete Leggete Disconnettetevi Scrivete Pianificate Respirate Se ci dicono di riposare , quando stiamo male, c’è una ragione molto precisa: il sonno ci aiuta a difenderci meglio dagli «invasori». Lo conferma uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Medicine secondo il quale un meccanismo-chiave che aiuta le cellule T ad agganciarsi ai loro bersagli è risultata più attiva durante il sonno , con ogni probabilità migliorandone l’efficacia . I linfociti T , un gruppo di leucociti che occupano un ruolo fondamentale nell’immunità cellulo-mediata, sono coinvolti sia nel sistema immunitario innato che in quello adattativo. Si sviluppano nel timo e sono a loro volta suddivisi in linfociti T helper  (DD4) e linfociti T citotossici . I primi organizzano l’azione di diverse cellule dell’immunità (fra i quali linfociti B, T e macrofagi) e stimolano la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B in risposta ai diversi antigeni. I linfociti T citotossici sono invece in grado di distruggere direttamente altre cellule.

Allo stesso tempo, lo studio ha provato come gli ormoni dello stress come il cortisolo prodotto dalle ghiandole surrenali , che aumentano i livelli di infiammazione nel corpo e ostacolano il lavoro di quelle stesse cellule T che uccidono i patogeni, scendono ai livelli più bassi proprio durante il riposo . Non solo: quando dormiamo l’organismo produce anche più stimolatori dell’immunità, chiamati citochine, e che purtroppo abbiamo conosciuto molto bene in questi mesi di pandemia da coronavirus: si tratta di proteine di piccole dimensioni che si legano a specifici recettori presenti sulla membrana e comunicano alla cellula un’istruzione specifica come, ad esempio, lo stimolo a crescere, oppure a differenziarsi o ancora l’ordine di morire. Come si legge sul sito dell’istituto Humanitas «vengono prodotte da diversi tipi di cellule e, una volta liberate nell’organismo, inducono specifiche reazioni nelle cellule adiacenti (effetto paracrino), in altre molto lontane (effetto endocrino) oppure in quelle che le hanno create (effetto autocrino)».

Insomma, sonno e sistema immunitario sono fortemente intrecciati e per questo dormire da sette a nove ore ogni notte va ben oltre gli scontati effetti legati alla sensazione di riposo ed energia a disposizione o all’umore. Se non dormiamo a sufficienza, la produzione di citochine ne esce per esempio compromessa e i livelli di infiammazione aumentano , rendendoci più suscettibili allo sviluppo di malattie croniche, dal diabete alle patologie cardiache fino a quelle autoimmuni.

Di modi per riposare meglio ce ne sono moltissimi. Occorre per esempio staccare da ogni tipo di display e schermo di gadget tecnologici almeno 45 minuti prima di coricarsi e mantenere la camera da letto fresca e completamente al buio. Un’altra indicazione è quella di concentrarsi su aree rilassanti del corpo , iniziando dalle dita dei piedi e risalendo. E soprattutto essere coerenti e regolati: dovremmo andare a letto e svegliarci all’interno della stessa finestra di 15 minuti ogni giorno , in modo da preparare gradualmente mente e corpo al riposo, abituandoci a svegliarci in modo naturale dopo il giusto numero di ore di sonno. Dalle app per il monitoraggio alle tisane, dall’alimentazione allo yoga, ci sono poi altri rimedi poco invasivi da provare a percorrere per favorire una routine più salutare. E in grado di sostenere il nostro sistema immunitario.

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