Coronavirus, assunta la ricercatrice precaria che ha isolato il virus

Contratto allo Spallanzani per Francesca Colavita che ha lavorato in team con Maria Rosaria Capobianchi e Concetta CastillettiPer Francesca Colavita , la ricercatrice di Campobasso che ha contribuito a isolare il Coronavirus allo Spallanzani di Roma, si apre definitivamente la strada della ricerca. L’Istituto nazionale per le malattie infettive ha infatti chiesto all’Azienda sanitaria regionale del Molise, ottenendo il nulla osta, di poter attingere alla graduatoria dei vincitori e idonei al concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente Biologo della disciplina di Microbiologia e Virologia che vede la giovane ricercatrice collocata al 17/o posto.

L’Istituto Spallanzani ha chiesto di poter procedere all’assunzione «in considerazione della vocazione per la ricerca piuttosto che per l’assistenza, nonché per la lodevole attività professionale che ha assicurato nell’ambito dell’emergenza sanitaria attuale di rilevanza nazionale e internazionale».

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Colavita aveva raccontato di lavorare per lo Spallanzani, prima con un co.co.co, e poi con un contratto annuale, guadagando sui 20mila euro all’anno. «Sembra strano, ma studiare i virus è stimolante, è una sfida costante, una battaglia in cui stare sempre all’erta. Da parte mia, ho solo fatto il mio lavoro: quello che voglio, devo e mi piace fare . Nulla di più rispetto ai miei colleghi. In questi giorni tutto è amplificato, abbiamo avuto successo, ma la ricerca è questa», aveva raccontato la ricercatrice in un’intervista al momento della scoperta.

E l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato aveva promesso: «Colavita sarà stabilizzata , perché rientra nei criteri normativi. Ma queste persone che lavorano nel silenzio per tutti sono risorse insostituibili per tutti noi».

Con Colavita, ad isolare la struttura del coronavirus Covid-19 , un team tutto al femminile: la dottoressa Maria Rosaria Capobianchi , capo del Laboratorio di Virologia dell’istituto e Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia. Con loro anche Fabrizio Carletti e Antonino Di Caro.

Chi è la ricercatrice

Colavita ha lasciato il Molise ai tempi dell’Università, per andare a studiare nella Capitale. Durante il periodo da ricercatrice, ha passato molto tempo in Africa per studiare il virus dell’Ebola, di cui nel 2013-2014 è scoppiata l’epidemia. H a partecipato anche a progetti di sicurezza e cooperazione allo sviluppo in Sierra Leone e in Liberia, in quanto medico specializzato in virologia e biosicurezza.  Ai tempi delle missioni umanitarie in Africa, Colavita aveva già collaborato con la dottoressa Concetta Castilletti.

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