Coronavirus, Niccolò può partire da Wuhan

Previsto per sabato il rientro dello studente 17enne rimasto bloccato a Wuhan, la città epicentro del coronavirus. Dalla Cina, via Skype, tesi di dottorato per una studentessa cineseQuanto dura il periodo di incubazione del nuovo coronavirus (2019-nCoV)? Come distinguere la tosse da infreddatura da quella da coronavirus? L’infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV) causa sempre una polmonite grave? Servono le analisi del sangue? Le persone asintomatiche possono trasmettere l’infezione? I prodotti cinesi sono a rischio? Esiste un vaccino contro il nuovo coronavirus (2019-nCoV)? Quali farmaci proteggono contro il coronavirus? Il risciacquo regolare del naso con una soluzione salina può aiutare a prevenire l’infezione? Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione? Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione? L’alcol è efficace per disinfettare le superfici? La candeggina è efficace per disinfettare superfici e pavimenti? C’è il via libera delle autorità. Niccolò può partire. È risolto il caso dello studente italiano di 17 anni bloccato da giorni a Wuhan , la città della Cina da dove è partito il contagio del coronavirus . Il volo speciale che lo deve riportare in Italia è atteso per sabato.

Il ragazzo, a causa della febbre, non era riuscito a salire sul volo dell’Aeronautica militare che il 3 febbraio ha riportato da Wuhan a Roma 56 italiani e non era riuscito, per lo stesso motivo, a essere imbarcato su un secondo volo che aveva riportato altri europei a Londra. A dare conferma del volo il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri nel corso della trasmissione Piazza Pulita. Sileri è sull’aereo per Wuhan. «Con me viaggeranno medici e infermieri. Ritorneremo nella giornata di sabato».

Le autorità sanitarie della provincia cinese di Hubei hanno annunciato altri 116 decessi a causa dell’epidemia di COVID-19 e 4.823 nuovi casi di infezione. I decessi totali sono saliti a 1.483. Sono più di 64.600 le persone infettate in Cina.

Niccolò, rimasto solo a Wuhan, è stato aiutato da una professoressa italiana che vive in città e dai funzionari dell’ambasciata che non hanno mai smesso di mandargli messaggi con WeChat , l’app che in Cina serve per fare tutto. Non è il solo caso in cui la tecnologia è venuta in aiuto di chi è in quarantena.

Wenfang Cao , 28 anni studentessa dell’università di Padova, bloccata a Wuhan a causa del coronavirus, non è potuta tornare in Italia per discutere la sua tesi di dottorato. La commissione ha stabilito un ponte video con la Cina e via skype è stato possibile fare la discussione. «L’unica cosa di cui dobbiamo aver paura, è la paura stessa» ha scritto Wefang Cao al rettore dell’ateneo euganeo, Rosario Rizzuto , via chat da casa, dove era rientrata per un periodo di vacanza, quando è scoppiata l’emergenza dell’epidemia.

«Nonostante la situazione oggettivamente difficile, Wenfang Cao ci dimostra come la conoscenza non abbia limiti, leva per superare ogni ostacolo», ha detto il rettore, «Nella ricerca c’è la chiave per migliorare il futuro del pianeta». Wenfang Cao al Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova ha discusso la sua tesi dal titolo «The quantification of the socio-economic impact on geomorphology ». La sua analisi riguarda l’impatto dell’uomo sull’ambiente.

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