Coronavirus: partite Iva in difficoltà, ecco come reagire

È emergenza, soprattutto per coloro, come le partite iva, che non hanno ammortizzatori sociali. Il governo sta studiando indennizzi da 500 euro e sospensione di pagamenti e contributi per aiutare i lavoratori più esposti alle conseguenze della crisi generata dal coronavirusColtivare una comunicazione sana e supportiva Coltivare hobby e interessi Salvaguardare lo stile di vita Fare movimento Preservare i rapporti sani Divertirsi e non prendersi troppo sul serio Essere assertivi. Tecnica 1 Staccare Essere assertivi. Tecnica 2 Essere assertivi. Tecnica 3 Essere assertivi. Tecnica 4 Pensare (anche) con la testa degli altri “Happy worker”: come sopravvivere al lavoro autonomo Se è vero che ci voleva il coronavirus per ricordare all’Italia che esiste lo smart working , c’è da augurarsi che l’emergenza ricordi che esistono anche le partite Iva , e che il Governo «si adoperi per alleviare l’impatto che la situazione attuale sta avendo sui freelance». È quello che si augura l’ACTA, l’associazione dei freelance, preoccupata per la crisi economica che sta provocando il COVID-19, in particolare sulle piccole partite iva, liberi professionisti, commercianti, artigiani e su tutte le categorie che non beneficiano degli ammortizzatori sociali previsti per i lavoratori dipendenti.

Non c’è lavoro? Tanti saluti…

Partite Iva che, anche prima dell’emergenza, non se la passavano granché bene, nonostante l’ampliamento nel 2019 del regime forfettario fino a 65mila euro . Secondo quanto rilevato da Federcontribuenti il 25% degli autonomi vive al di sotto della soglia di povertà calcolata dall’Istat. Inoltre, nell’arco di appena 3 anni, dal 2016 a oggi, si registra una riduzione delle p. iva del 40% circa, passando da oltre 8,5 milioni a poco più di 5 milioni.

Il sondaggio di ACTA

A questa situazione s’aggiunge l’emergenza che stiamo vivendo in questi giorni destinata a mettere ulteriormente in ginocchio i liberi professionisti e gli autonomi. Il sondaggio di ACTA dipinge un quadro tutt’altro che tranquillizzante «a causa della perdita di reddito che si è già verificata e che continuerà a verificarsi nei mesi a venire sui soggetti, che non possono contare né su ammortizzatori sociali, né su riserve di risparmio a causa di redditi spesso sotto i livelli di povertà». Sulla base dei 410 intervistati nell’arco di 48 ore, il 47% ha subito la cancellazione di almeno una commessa nella settimana appena trascorsa e/o nelle prossime settimane, mentre il 57% ha avuto la sospensione o il rinvio a data da definirsi di almeno una commessa. E la percezione condivisa dai tre quarti dei freelance è che ci saranno cancellazioni e rinvii nei prossimi mesi. Il 77% degli intervistati si attende una contrazione del fatturato; tra questi il 17% ritiene che tale riduzione sarà molto consistente, superiore al 30%.

Le categorie più colpite

Il fenomeno non è circoscritto ai soli freelance residenti nelle zone gialle e rosse, bensì pure agli altri, che spesso lavorano fuori dalla zona di residenza. I più colpiti dalle misure di blocco sono coloro che svolgono attività come interpreti, organizzatori di eventi e formatori . Le donne sembrano inoltre essere più danneggiate degli uomini, in parte perché le professioni che più ne risentono sono molto femminilizzate, in parte perché il blocco di scuole e asili sta avendo un maggiore impatto sulla loro disponibilità, rendendo così auspicabili eventuali misure compensative a favore di chi, appunto, non ha potuto lavorare a causa del blocco.

Molti degli intervistati, rivela l’indagine, ritengono debbano essere applicate misure di welfare a sostegno di chi è stato più danneggiato , e a tal proposito l’associazione propone «la sospensione o il differimento dei versamenti fiscali e contributivi e una successiva rateizzazione a lunga durata senza sanzioni e interessi con un’attenzione particolare ai freelance che nei prossimi mesi affronteranno situazioni di gravidanza e malattia».

Cosa farà il governo?

La buona notizia è che il governo ha annunciato che sta studiando una serie di norme specifiche sulle partite iva che saranno presentate nel dettaglio nel corso dei prossimi giorni. In particolare il governo sta studiando la possibilità di introdurre un indennizzo da circa 500-600 euro al mese . Altre misure di sostegno al reddito sono allo studio per quei professionisti, come ingegneri, giornalisti e architetti, dotati di una propria cassa previdenziale. Le partite Iva inoltre potranno sfruttare il previsto bonus baby sitter, che potrà essere utilizzato da coloro che, come i liberi professionisti, non possono sfruttare il congedo parentale previsto invece per i lavoratori dipendenti.

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