Coronavirus, senzatetto denunciato perché non sta in casa…

È successo a Milano. Intanto il centro di accoglienza Binario 95 ha lanciato la campagna #vorreirestareacasa, per chi non ha una dimoraNon poteva stare a casa, perché una casa non ce l’ha. Un senzatetto ucraino, con regolare permesso di soggiorno, è stato denunciato da una volante del commissariato di polizia di Lambrate «in quanto non ottemperava alle disposizioni del decreto» per il contenimento del coronavirus. L’uomo si trovava nella periferia di Milano , in via Crescenzago. Di solito frequenta il centro diurno dell’associazione Ronda della carità, ma questa settimana la struttura è chiusa, come ha confermato Magda Baietta, la presidente. «Come questo cittadino, decine di altri senza dimora rischiano di subire una denuncia penale», ha spiegato a Repubblica. «È assurdo, bisognerebbe aiutare chi in questo momento è più esposto e in pericolo, non causargli danni giudiziari».

Secondo l’ultimo rapporto Istat , 50 mila persone, in Italia, non hanno una casa. A Milano il terzo censimento di racCONTAMI2018  ha registrato 2.608 senzatetto, mentre a Roma, in base all’Istat , ce ne sono 8 mila (mentre le strutture d’accoglienza hanno una capacità di 3 mila posti). In più, altre 20 mila persone hanno chiesto aiuto per problemi abitativi, 12 mila vivono in edifici occupati e circa 5 mila nei campi rom. Dove possono andare, in questa fase di emergenza?

Se lo chiedono al Binario 95 , il centro di accoglienza della Stazione Termini di Roma: «Le persone senza dimora che ospitiamo ci dicono: #vorreirestareacasa, ma qual è la mia casa? ». Per questo il centro ha lanciato una campagna, chiedendo a tutti un aiuto per continuare a fornire i servizi, nonostante le difficoltà sempre maggiori.

«I nostri servizi di accoglienza sono regolarmente aperti per dare un tetto sulla testa a chi non ce l’ha. Soprattutto, in questi giorni, oltre alle risposte ai bisogni primari, si cerca di ridare conforto e vicinanza a chi, senza casa e senza famiglia, sta in questi giorni vivendo momenti di particolare tensione e di paura sentendosi ancora più solo». Non è facile, «perché le difficoltà sono tante , dobbiamo raddoppiare gli operatori, aumentare i passaggi delle pulizie , disinfettare costantemente ogni superficie, e soprattutto i bagni e le docce, cercando di tutelare al massimo “la casa di chi non ha casa”. Allo stesso tempo i dispositivi di protezione quando si riescono a trovare sono costosissimi».

L’invito è quello di portare mascherine, guanti in lattice e gel disinfettante, direttamente al Binario 95 , oppure supportare il centro «con un contributo economico che ci permetterà di far fronte alla situazione e alle tante spese impreviste che stiamo affrontando per cercare di portare un po’ di serenità e sicurezza nei nostri servizi».  L’appello di Binario 95 è rivolto anche alle amministrazioni pubbliche: «Chiediamo alle istituzioni, comunali in particolare, di non lasciarci soli  ed iniziare a pensare da subito alla possibilità di predisporre dei luoghi dedicati alla quarantena di chi una casa non la ha».

Sì, perché «nel caso in cui un solo ospite si ammalasse, tutta la struttura potrebbe essere preclusa e, se messa in quarantena, verrebbe meno il servizio per altre decine di utenti», spiegano dal centro. «Se il problema si estendesse a livello nazionale tra i servizi di accoglienza, dormitori, ma anche tra mense, sportelli di orientamento e servizi di bassa soglia, il rischio, da scongiurare assolutamente, sarebbe la tentazione di voler chiudere tutto il sistema di supporto alle persone senza dimora». Se i centri di accoglienza chiudessero, 50 mila persone finirebbero in strada. E sarebbero anche un potenziale veicolo di contagio.

LEGGI ANCHE «Il nostro terribile anno da senzatetto»

LEGGI ANCHE «Via i senzatetto da Como: offendono il decoro»

LEGGI ANCHE Jahkil, che a 10 anni aiuta i senzatetto (e che ha conquistato Obama)

 https://www.vanityfair.it/news/approfondimenti/2020/03/13/coronavirus-senzatetto-denunciato-perche-non-sta-casa