Coronavirus, Tom Hanks e la quarantena australiana: «Negli Stati Uniti lo avrebbe scoperto?»

L’attore e la moglie sono risultati positivi a Brisbane: «Prendiamoci cura di noi e degli altri». Nel frattempo il New York Times attacca il sistema sanitario americano: «Con i loro sintomi lievi, qui non gli avrebbero fatto il tampone». E l’immunologo Fauci rincara la dose: «Ammettiamolo, il nostro sistema di test è un fallimento»Rimani a casa se ti hanno detto di isolarti Se hai sintomi non andare in ospedale Isolati anche dalle persone con cui vivi in casa Getta il fazzoletto usato e chiudi accuratamente l’immondizia Ordina la spesa a domicilio «There is no crying in baseball », ovvero «nel baseball non si piange». Tom Hanks usa la storica citazione di un suo personaggio – Jimmy Dugan in «Ragazze vincenti » – per rassicurare i suoi fan dalla quarantena nel Queensland . Proprio in Australia , infatti, l’attore americano e la moglie Rita Wilson sono risultati positivi al coronavirus , diventando così in poche ore i volti pubblici di una battaglia ormai globale.

«Vogliamo ringraziare tutto il personale sanitario che si sta prendendo cura di noi», scrive appunto Hanks postando su Instagram una foto insieme alla compagna. «Abbiamo il Covid-19 e siamo in isolamento , così non rischiamo di diffonderlo ad altri. È una malattia che per alcune persone può portare a sintomatologie gravi, per questo è importante prenderci cura di noi, per prenderci cura anche degli altri ».

Pioggia di like , naturalmente, ma c’è pure chi – come il New York Times – si chiede se Hanks e consorte, negli Stati Uniti, avrebbero mai scoperto di avere il virus, rischiando quindi di contagiare persone più deboli. «Avevano una leggera febbre, dolori muscolari e brividi, sintomi che negli USA potrebbero essere giudicati non sufficienti per sottoporsi al test», scrive il giornale. Che poi elogia il sistema australiano .

«I test sono gratuiti e c’è stata una pianificazione preventiva in vista della possibile pandemia. Esiste persino un servizio che ti permette di effettuare un tampone in auto , senza rischio contagio», si legge ancora sul NYT . «Questo perché il primo ministro australiano Morrison si è mosso in tempo e non ha minimizzato come invece ha fatto il presidente Trump , che pensava che il virus sarebbe svanito in un mese».

Come se non bastasse, negli Stati Uniti è arrivata anche la stoccata di Anthony Fuaci , direttore dell’istituto nazionale delle malattie infettive USA. «Il nostro sistema dei test non è orientato davvero verso quello di cui abbiamo bisogno adesso», ha dichiarato pubblicamente, «è un fallimento , ammettiamolo. Non siamo pronti all’idea che chiunque, come accade in molti altri Paesi, possa accedere facilmente al tampone».

Parole che non rassicurano , ma la battaglia al coronavirus prosegue senza sosta. Ormai in ogni angolo del mondo .

LEGGI ANCHE Tom Hanks e la moglie positivi al coronavirus

LEGGI ANCHE Coronavirus, asciguarsi bene le mani è importante quanto lavarlehttps://www.vanityfair.it/people/mondo/2020/03/13/coronavirus-tom-hanks-quarantena-australiana-stati-uniti-avrebbe-scoperto