Cosa sta succedendo a «Un Posto al Sole»?

La soap opera di Raitre da un po’ di tempo a questa parte sembra aver perso parte della forza che l’ha accompagnata in più di vent’anni di messa in onda. Certi personaggi sbiadiscono e certi snodi della trama non vengono approfonditi come dovrebbero (come la vicenda di Clara e Alberto, risolta in meno di 25 minuti): come mai?20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage 20 anni di Un posto al sole: il backstage Arriva un momento in cui anche il parquet più pregiato inizia a consumarsi: il legno si gonfia, le assi scricchiolano e l’unica cosa che riesci a pensare è contenere i danni con la carta abrasiva in attesa di un nuovo intervento di carteggiatura. Succede con il parquet, ma anche con le soap opera che vanno in onda da più di vent’anni e qualche segno di stanchezza iniziano pian piano ad accusarlo: è il caso di Un Posto al Sole , un prodotto che è sempre stato il fiore all’occhiello della programmazione di Raitre ma che, per qualche motivo, sembra impantanato in una crisi di idee e di ascolti che lascia quantomeno riflettere. Rispetto al febbraio del 2019, lo share cala di quasi mezzo punto percentuale e la reazione del pubblico sembra suggerire agli sceneggiatori che qualcosa non quadra, che il patto si è rotto.

Il punto più «critico», in questo senso, è rappresentato dalla puntata trasmessa il 12 febbraio, quando, in neanche venticinque minuti, assistiamo a un colpo di scena dopo l’altro, come se qualcuno avesse fretta di chiudere i conti senza preoccuparsi di montare il benché minimo senso di suspense nel pubblico. La notizia che Clara sia incinta di Alberto e che sia la figlia di un boss della camorra che, pur di difenderla, assolda un gruppo di fedelissimi per fargliela pagare è una bomba ad orologeria che, come il soufflé che si tira fuori dal forno troppo presto , è talmente pregna di azione da sgonfiarsi prematuramente. La puntata, a fronte di una concorrenza spietata, ottiene comunque il 7.1% ma innegabile che, se il terreno fosse stato preparato con maggior cura, gli spettatori sarebbero stati appesi a un senso di tensione molto più alto e coinvolgente. E, intanto, iniziano a montare i primi dubbi da parte dei fan più affezionati di Un Posto al Sole : com’è che Alberto è riuscito a mettere incinta Clara in quanto sterile? Certo, qualcuno potrebbe dire che i miracoli a Un Posto al Sole sono all’ordine del giorno – pensiamo, per esempio, a Franco che guarisce dal cancro svenendo davanti all’altare di una chiesa, o Michele che dovrebbe conservare, all’altezza delle scapole, una gigantesca cicatrice per la pugnalata che gli diede Silvia sul torrione di Palazzo Palladini -, ma, insomma, c’è un limite.

Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina Un posto al sole: l’aggressione di Marina

D’accordo il colpo di scena e la riapertura su una vicenda «alla Gomorra» che vedrà coinvolto ancora una volta Nicotera nelle indagini, ma, a guardare meglio, sono molte altre le derive che non hanno funzionato a dovere negli ultimi mesi. La vicenda di Giulia e della truffa del dating online, per esempio, è un messaggio bellissimo che, forse, ha perso mordente proprio perché è stato tirato troppo per le lunghe e il pubblico lo aveva capito da un bel pezzo che Marcello la stesse prendendo in giro. Stesso discorso per la storia di Filippo e Serena , con i piedi piantumati in una crisi matrimoniale che, se guardiamo bene, porta lo spettatore ad empatizzare addirittura per Leonardo pur di non prendere le parti dell’uno o dell’altra. I periodi di stallo, specie in prodotti seriali così longevi come Un Posto al Sole , capitano sempre: è qui, dopotutto, che si vede la maestria degli sceneggiatori nel creare nuovi fili narrativi e smuovere un po’ le acque (il coraggio dell’entra in scena di Vittoria Schisano e, ancora prima, della denuncia sociale del personaggio di Sara Ricci lo confermano ). In quest’ultimo periodo sembra, però, che a Palazzo Palladini la tempra si sia un po’ lasciata andare: la speranza è che il nuovo ciclo dedicato alla gravidanza di Clara, che già si era fatta portavoce di un messaggio potente sull’importanza di denunciare un tentativo di violenza, possa rivitalizzare un prodotto che, anche solo per la sua storia e i suoi ventiquattro anni di vita, ha bisogno di tutto l’amore e di tutte le cure necessarie per poter crescere. Un Posto al Sole, dopotutto, è un po’ di tutti e vedere certi personaggi che sbiadiscono (tipo Marina) e certe situazioni che non vengono approfondite come dovrebbero (tipo la violenza sessuale subìta da Giulia in passato, ma che non è stata in nessun modo rispolverata dopo) è un po’ un colpo al cuore.

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