Cosmetica plastic-free: il ritorno della saponetta

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Sempre più brand beauty si impegnano a ridurre l’uso di plastica vergine per i loro packaging e grazie a questo moto interventista per la salvaguardia dell’ambiente il sapone solido ritorna al vecchio splendoreTra le soluzioni per rendere la beauty routine più sostenibile e plastic-free c’è un gesto del passato che sta ritornando in auge, il recupero della saponetta .

Se non è confezionata in plastica è la migliore alternativa ecologia a bagnoschiuma e saponi liquidi contenuti in flaconi di plastica . Da questa consapevolezza è nata un’offerta ampia da parte delle case cosmetiche di saponette sempre più specializzate, da quelle per lo shampoo a quelle vegane e senza olio di palma o SLS, Sodium Lauryl Sulfate, tensioattivo chimico.

Molti i brand beauty che stanno depurando dalla plastica la loro offerta, dimostrando spiccata sensibilità verso la salvaguardia del pianeta. Tra questi Dove di Unilever che ha appena annunciato che farà un passaggio alla plastica al 100% riciclata per i saponi liquidi e proporrà dei packaging ecologici anche per i saponi Dove Beauty Bar.

Con questa riduzione di plastica vergine Unilever ha dichiarato che risparmierà 20,500 tonnellate all’anno del materiale, una quantità equivalente a 2,7 volte la circonferenza della terra.

I nuovi flaconi di plastica al 100% riciclata saranno usati per tutti i prodotti Dove Men e Baby Dove , facendo eccezione per tappi ed erogatori, che ancora non è possibile sostituire con altri di materiali di riciclo.

Dove non è l’unico brand con un programma di riduzione della plastica nei packaging. Buona parte del mondo cosmetico ha iniziato a fare la sua parte in fatto di salvaguardia del pianeta. Un sondaggio di Regeneration Roadmap 2012,  condotto per il gruppo L’Oréal, ha registrato che il 65% dei consumatori «sente il dovere di acquistare prodotti che siano sicuri per l’ambiente e la società» . Sulla base di queste ricerche il gruppo francese ha messo a punto un piano che porterà entro il 2020 ad avere tutti i prodotti del suo portfolio con un profilo sociale e ambientale migliore.

Tra i brand più sensibili  c’è REN , che ha annunciato da poco che userà plastica al 100% riciclata per tutti i suoi prodotti entro il 2021. Anche Khiel’s, l’azienda skincare nata a New York 167 anni fa, è della stessa scuola, ha recentemente lanciato Kiehl’s Made Better™, una nuova mission del brand che promette di migliorare entro il 2020 le formule dei prodotti, il packaging, le attività produttive di riciclo e l’impegno sociale.

Si aggiunge a questi Davines , nella sua carta etica si legge che il packaging viene concepito con l’intento di abbandonare l’utilizzo di materiali vergini e provenienti da fonte fossile, nonché di garantirne il riciclo a fine vita; che le confezioni sono indispensabili per contenere, preservare e proteggere il prodotto, ma devono anche avere un minimo impatto, privilegiano l’utilizzo del solo packaging primario per evitare ulteriori confezioni esterne che, se necessarie, vengono scelte riciclate e riciclabili o compostabili. E tra i brand a zero impatto non bisogna dimenticare Lush , il marchio made in UK, di Poole, che dal 1995 propone una cosmetica etica e che nel 2018 è arrivata ad aprire in via Torino a Milano Lush naked shop, il primo negozio Lush al mondo che vende solo prodotti nudi senza imballaggio e senza plastica , nel rispetto del credo senza compromessi: «L’imballaggio è spazzatura».

Questi solo alcuni dei brand cosmetici virtuosi. Intanto nella gallery trovate una selezioni di saponette ecologiche da far entrare nel vostro bagno.

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