Da Laura Pausini a Vasco Rossi: l’appello del mondo della musica al governo

Tantissimi artisti hanno preso parte a un’iniziativa social #Iolavoroconlamusica, che chiede alla politica di tutelare i lavoratori del settore, duramente colpiti dall’emergenza coronavirus: «Non ci sono solo musicisti e cantanti, decine di migliaia di persone rischiano di restare a casa»#iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo #iolavoroconlamusica: l’appello dei cantanti al governo «Senza la musica la vita sarebbe un errore». Vasco Rossi cita Friedrich Nietzsche e chiede al governo italiano di tutelare i lavoratori del settore. Il rocker di Zocca è solo uno tra i tantissimi artisti (e non solo) che stanno prendendo parte a #Iolavoroconlamusica , un’iniziativa social lanciata da «La musica che gira »: da Laura Pausini a Brunori Sas, da Levante a Jovanotti, da Emma Marrone a Giuliano Sangiorgi e altri ancora.

«Nella musica lavorano in tanti, non solo i musicisti e i cantanti », si legge nella didascalia. «La musica fa cultura , educa, emoziona, intrattiene e se non bastasse, produce economie importanti (il solo comparto cultura sarà il 16% del PIL) dando lavoro a decine di migliaia di persone che oggi, causa Covid-19 , rischiano di restare a casa ». Un appello che ha un destinatario chiaro e un obiettivo preciso .

«Sappiamo che ci sono delle proposte di emendamento al DL rilancio che ci riguardano», scrivono le star italiane. «Chiediamo che la politica non le ignori , adoperandosi al più presto per dare finalmente dignità a tutti coloro i quali lavorano per il bene della musica ». Dagli uffici stampa ai responsabili del suono, dagli attrezzisti agli addetti al palco: una comunità che adesso, senza eventi, è ferma.

Per adesso, infatti, non è chiaro quando ripartiranno i concerti e tanti artisti, come appunto Vasco, hanno già rimandato di un anno gli appuntamenti che erano previsti questa estate. «In questo periodo di incertezza », chiarisce Jovanotti , «mi sembra superfluo dire che si tratta di chiedere attenzione istituzionale non per me, ma per la stragrande maggioranza delle persone coinvolte nell’industria musicale».

Richieste legittime, affinché il 21 giugno, festa della musica, non diventi una «festa senza musica» .

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