Dal Cile a Barcellona, nel mondo si alza la protesta

Le proteste nel mondo, non solo quelle pacifiche per l’ambiente, ma anche la violenza nelle strade del Cile e in quelle di Hong KongCile Cile Cile Cile Cile Cile Cile Ecuador Ecuador Libano Haiti Haiti Haiti Hong Kong Hong Kong Hong Kong Hong Kong Hong Kong Hong Kong Barcellona Barcellona Barcellona Barcellona Le foto della gallery in alto sono state tutte scattate negli ultimi quattro giorni e vengono da ogni parte del mondo. Dal Cile a Hong Kong, dalle strade di Barcellona a quelle del Libano.

CILE

Da Santiago alle altre città dello stato sudamericano. Ovunque è stato esteso lo stato di emergenza. Cinque persone sono state uccise nell’incendio di una fabbrica saccheggiata , altre due nell’incendio di un magazzino, due in quello di un supermercato e una persona è morta a Santiago forse uccisa dalla polizia.

«Siamo in guerra contro un nemico potente», ha detto il presidente Sebastian Piñera, «un nemico implacabile che non rispetta niente e nessuno e che è pronto a fare uso della violenza e della delinquenza senza alcun limite». È proprio il presidente l’obiettivo principale delle proteste scattate contro l’aumento delle tariffe dei trasporti .

Da due giorni c’è il coprifuoco nella capitale. C’è l’obbligo di restare in casa dalle nove di sera alle sette del mattino. La polizia ha arrestato 152 persone per violenze, 40 per saccheggi e 70 per gravi aggressioni. Le strade e le piazze della capitale sono presidiate dai carri armati e dai blindati dei militari.

ECUADOR

La settimana scorsa è toccato all’Ecuador. Con la capitale messa a ferro e fuoco da chi contestava i provvedimenti del presidente. Solo la revoca dell’aumento del prezzo della benzina ha placato la rivolta. L’Argentina, dove si vota domenica prossima, è sull’orlo del default, il Perù è travolto dalla corruzione. Il Venezuela rimane isolato dal mondo. In Colombia, a due settimane delle elezioni amministrative, ci sono state 83 vittime tra i candidati politici.

HAITI

Ad Haiti è la quinta settimana di rivolta anti-governativa contro il presidente Jovenel Moïse. Le manifestazioni sono quotidiane. Almeno 20 morti e 200 feriti. Sono fermi i trasporti pubblici, le scuole e le attività economiche.

LIBANO

Quasi una settimana di proteste in Libano a cui il governo risponde con la proposta del taglio del 50% degli stipendi di ministri, parlamentari e del presidente della Repubblica. A far partire la protesta è stata l’ipotesi di una tassa sulle chiamate via WhatsApp e altri servizi di messaggeria.

BARCELLONA

Dopo le condanne dei nove leader indipendentisti Barcellona è tornata in pizza. La manifestazione principale è stata dispersa da cariche di alleggerimento dei Mossos, la polizia catalana. In cinque giorni di incidenti risultano 83 arresti in tutta la Catalogna e 182 feriti, di cui 152 a Barcellona. Cortei degli indipendentisti e scontri ci sono stati anche a Madrid. Gravissimo un agente. Nella capitale catalana ci sono stati danni per 2,5 milioni di euro dall’inizio delle proteste.

HONG KONG

Decine di migliaia di manifestanti hanno di nuovo invaso le strade di Hong Kong , ignorando il divieto di raduno imposto dalla polizia. hanno fatto barricate e lanciato petardi, la polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni. La violenza nelle manifestazioni di Hong Kong aumenta ogni giorno che passa. Il settantesimo anniversario della nascita della Repubblica Popolare Cinese, il primo ottobre è stato il culmine, ma continuano ad arrivare foto di proteste.

Fino al 1997 Hong Kong era territorio britannico. Da allora è parte autonoma della Cina. Hong Kong ha, fino al 2047, sistema giudiziario e legale autonomo, ma in molti temono già da ora le maggiori ingerenze cinesi. La governatrice Lam è accusata di essere molto vicina a Pechino. L’opposto della piazza che nel giorno della parata militare celebrativa in Piazza Tienanmen ha indetto il «lutto nazionale» con un corteo aperto dai cittadini più anziani. All’apparenza una manifestazione pacifica che è diventata violenta.

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