Dating, 10 modi per riconoscere i profili falsi

Analizzare in modo oggettivo l’account, sottoporre domande contraddittorie, fare la ricerca inversa delle immagini: tutti i consigli per evitare le truffe su siti e app per appuntamentiDating, 10 modi per riconoscere i profili falsi Occhio al profilo premium Analizzare il profilo in modo oggettivo L’interrogatorio/1 L’interrogatorio/2 Indagare fuori dalle app Attenzione al furto di identità online Ricerca inversa Catfish Dating, 10 modi per riconoscere i profili falsi Certo, esistono piattaforme e applicazioni per il dating– come Once, SpeakMe o Pickable – dove il controllo è più semplice . Nel primo caso, per esempio, si riceve una sola proposta di «match» al giorno. Nel secondo, appena partito in Italia, si può usare la voce con due messaggi di venti secondi in cui presentarsi e spiegare i propri hobby. Nel terzo, invece, alle donne è affidato il controllo totale del «gioco» del corteggiamento digitale: agli utenti maschi non rimane che curare il proprio profilo e aspettare un qualche contatto. Queste, però, sono eccezioni . La regola dice invece che oltre 4 milioni di persone pagano per avere account con più margini di manovra su Tinder , e altri 50 milioni di persone risulterebbero iscritti all’app che ha rivoluzionato gli appuntamenti e, in un certo modo, perfino le dinamiche della vita sociale insieme a molti epigoni, spesso per pubblici diversi, da Grindr a Lovoo, da OkCupid allo storico Meetic , lanciato nel 2001. Molte di queste sigle sono per giunta controllate dalla stessa società, la statunitense Iac, InterActiveCorp , quartier generale a New York.

La domanda, dunque, è la seguente: come si fa a muoversi in sicurezza su queste piattaforme , a scovare i profili falsi, truccati, pompati, fasulli, palesemente ingannevoli o invece truccati in modo sopraffino , magari gestiti da quelli che – come hanno svelato alcune inchieste – sono niente meno che «operatori di chat » pagati per impersonare diversi profili di donne ? Anzitutto bisognerebbe prenderla alla larga , e applicare la stessa attenzione già alle piattaforme e ai siti che si scelgono per questo tipo di attività: esistono molte app che non puntano ad altro che raccogliere i soldi di abbonamenti o di altri tipi di pagamenti ma, a dire il vero, ruotano nel contesto di quelli meno noti , se non del tutto sconosciuti alla stragrande maggioranza delle persone. In questo caso, la popolarità in qualche modo aiuta. Se si ha voglia di tuffarsi nel dating online – a proposito, nel 2020 arriverà in Italia anche Facebook Dating – meglio scegliere le sigle più note.

In seconda battuta, come fare a verificare l’identità di un utente con cui si sta chattando o a cui si è interessati, o almeno a provarci ? I metodi sono diversi: mettendo insieme i diversi segnali si può fare qualche passo in avanti. Per esempio, si potrebbe tentare di capire se l’altro o l’altra utente disponga di un profilo premium : chi paga sfoggia un livello di coinvolgimento un po’ più ampio e tende a partecipare in modo più serio.

Il passaggio preventivo, però, è analizzare in modo più oggettivo possibile il suo profilo , cercando di frapporre fra sé e il coinvolgimento che è esploso la giusta distanza. Foto troppo pretenziose, campi lasciati vuoti, scarsa attenzione ai dettagli non sono di solito segnali confortanti. Quando si chatta, poi, bisognerebbe sottoporre qualche domanda contraddittoria al proprio interlocutore, magari senza palesarla come tale, snocciolandola a distanza di qualche giorno e tornando sul punto di uno dei dettagli che ci si è annotati. Il tutto con lo scopo di riprendere ad approfondire quell’aspetto, per verificare la coerenza del racconto. Per questo, infatti, risposte troppo generiche dovrebbero segnalarci un fake che gioca o, addirittura, lo fa per guadagnarci come nel caso delle persone pagate dalle stesse piattaforme per travestirsi da «catfish», pesci gatto, nel gergo di internet gente che si finge altra gente costruendo false identità.

In qualche misura, (quasi) tutti diciamo bugie, lì sopra . Secondo un’indagine firmata da Kaspersky un paio di anni fa, quasi la metà degli italian i (44% ) ha ammesso di mentire sulle piattaforme di dating online, pubblicando false informazioni in modo da sembrare migliori di quanto siano nella vita reale o persino per cogliere in flagrante il proprio partner. Ma costruire identità del tutto campate in aria è un’altra cosa e oggi, fra deepfake e programmi di fotoritocco sempre più semplici da usare, è ancora più semplice di qualche tempo fa.

In molti casi i profili delle app di dating consentono di collegare quelli di altri social . Di solito questo può essere un problema, perché può trasferire il corteggiamento digitale al di fuori di (solo un esempio) Tinder sfociando nello stalking. In certe situazioni approfondire fuori dalla piattaforma , cercando informazioni più precise, può però aiutare a scovare qualche dettaglio in più del proprio o della propria misteriosa partner. Ma occhio: come si spiegava spesso chi costruisce profili falsi compie esattamente il percorso inverso , pescando dal web per comporre profili verosimili che non destino troppi sospetti. Quindi la missione potrebbe essere inutile, se non per esempio passando per la ricerca inversa delle immagini pubblicate sul profilo o scambiate via chat (attenzione anche a possibili ritocchi, sfocature, montaggi ecc.) tanto per comprendere se siano state sottratte ad altri siti. Dare un’occhiata alla serie di «Mtv Catfish: false identità», oltre che condividere i propri dubbi con un amico o un’amica intimi per valutare anche il suo punto di vista, può essere infine un’altra buona idea per cogliere l’assurdità fino a cui si spingono certi impostori, spesso in un labirinto psicologico senza troppe spiegazioni.

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