Diari della quarantena: Eugenio in Via di Gioia

Giorno 40. Caro diario, iniziano a verificarsi i primi deliri da quarantena: Eugenio non si toglie mai di dosso il cappellino giallo, quando Emanuele va a fare la spesa chiede informazioni a tutti i commessi pur di sentire voci nuove, Paolo segue lezioni di batteria su skype e disturba il vicinato, Lorenzo ogni volta che […]Giorno 40.

Caro diario, iniziano a verificarsi i primi deliri da quarantena: Eugenio non si toglie mai di dosso il cappellino giallo, quando Emanuele va a fare la spesa chiede informazioni a tutti i commessi pur di sentire voci nuove, Paolo segue lezioni di batteria su skype e disturba il vicinato, Lorenzo ogni volta che si annoia mangia i crostoni col formaggio e beve un calice di succo di frutta.

Dopo quasi un mese ci rendiamo conto che ci mancano le mattinate in ufficio, le battute sui ritardi e gli sguardi di intesa, gli abbracci, la possibilità di ridere o mangiare insieme il cibo raccolto in tour…Ma ciò che ci manca di più è sicuramente il palco, ci manca la sensazione di liberazione e di connessione che solo il calore di un pubblico reale e di una musica suonata possono restituire. Col passare dei giorni siamo sempre più convinti che appena si tornerà alla normalità apprezzeremo con maggiore consapevolezza quel contatto visivo e d’intesa con le persone , il rituale ritrovo pre-concerto fatto di adrenalina e tensione, il defaticamento post-concerto insieme ai fan e al loro cibo condiviso e il ritorno a letto con il sorriso in faccia.

Ormai ci vediamo solo attraverso uno schermo ma dobbiamo ammettere che stiamo riuscendo comunque a non girarci i pollici. L’ultima gioia è stata riuscire a ballare in un unico video insieme ad oltre 300 persone sul brano Tsunami (con la partecipazione del mitico Stylophonic che, chiuso in casa, ha cominciato a saltare mentre remixava a colpi di cassa).

Ora comincia a essere un po’ faticoso con la bella stagione che avanza, il sole, il cielo pulito, la natura che spunta dalla finestra, ma non possiamo fare altro che aspettare. Quindi tanto vale tentare di riconnettersi con se stessi, trovare un po’ di tempo per pensare, scrivere i nostri pensieri su questo caro diario, dipingere, inventare e nutrire l’anima.

Con la giusta pazienza, se stiamo tutti in casa, arriveremo all’agognata meta senza renderci conto che quel profumo di libertà si stava già propagando tra le stanze delle nostre abitazioni, ma che per tutelarla, celebrarla come si deve e gustarla a grandi bocconi, questa rinnovata libertà va condivisa e sostenuta dalla memoria di questi giorni di riflessione.

Eugenio in Via Di Gioia

https://www.youtube.com/watch?v=yaUdqMsZ0oY&feature=emb_err_watch_on_yt

Eugenio Cesaro nasce piangendo nel 1991 e rinasce cantautore nel 2011, suona per strada e per strada trova l’ispirazione per gran parte dei propri testi. Continua a suonare per la gente, ma il fato benevolo lo conduce inaspettatamente nel settembre 2012 verso tre ottimi e pazienti musicisti. Emanuele Via nasce nel più recente 1992 con una grande predisposizione alla musica, si trasferisce a Torino per gli studi universitari portando con sé il pianoforte e la fisarmonica. Paolo Di Gioia nasce tenendo il tempo nel 1991: siamo nel 2020 e non ha ancora smesso di tenerlo. Lorenzo Federici nasce nel 1987 e vive a Terni la propria pubertà, imparando a suonare buona musica. Si trasferisce ormai adulto a Torino, per prendere in mano il basso acustico e integrarsi perfettamente nel motore della band. Insieme, i quattro diventano musicisti, attori e interpreti, armonizzando piacevolmente un suono altrimenti incompleto.https://www.vanityfair.it/experienceis/amore/2020/04/14/diari-della-quarantena-eugenio-via-di-gioia