Elezioni Usa, da Kamala Harris a Hope Hicks: tutte le donne dei Presidenti

Mai come in questa elezione le donne sono e saranno determinanti. Donne che la politica la fanno, la masticano, ci girano attorno, ma anche donne che semplicemente votano e che con il loro voto possono cambiare le sorti del paeseIl tre novembre gli americani saranno chiamati a scegliere tra due uomini – Donald Trump e Joe Biden – come è sempre stato dalla nascita degli Stati Uniti d’America se si esclude quattro anni fa, quando candidata fu Hillary Clinton, poi sconfitta da Trump.

Quel soffitto di cristallo che Clinton sperava di abbattere è ancora lì , tenace più che mai e per sperare di vedere una donna presidente si dovrà attendere come minimo il 2024 quando con molte probabilità a candidarsi sarà Kamala Harris, attualmente aspirante vice del candidato Joe Biden.

Eppure, mai come in questa elezione le donne sono e saranno determinanti . Donne che la politica la fanno, la masticano, ci girano attorno, ma anche donne che semplicemente votano e che con il loro voto possono cambiare le sorti del paese.

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Il voto femminile

Nel 2016 le ragioni della sconfitta di Hillary furono anche nel voto femminile : pur vincendo 54% a 39% nel voto totale, Trump prevalse nella sottocategoria donne bianche con 47% contro 45% di Clinton. Un dato che fece molto discutere e che portò ad analisi infinite su quanto Hillary fosse poco amata dalla stessa categoria di persone per la quale si poneva a modello e apripista.

Quest’anno si profila un quadro diverso , con le donne decisamente schierate dalla parte del candidato democratico . In un recente sondaggio di ABC e Washington Post, Biden detiene un vantaggio – 59% contro 36% – tra le donne , mentre i due candidati sono equamente divisi, ciascuno con il 48 per cento, tra gli uomini.

Il vantaggio di Biden tra le donne sale a + 28% nella categoria “donne di periferia”, le famose “suburban moms” a cui Trump ci rivolge spesso quando parla di legge e ordine, uno dei capisaldi della sua battaglia. Le stesse mamme di provincia che nel 2018 insieme alle donne indipendenti e alle donne di colore hanno votato in numero record, alimentando l’onda blu che ha consegnato la Camera dei Rappresentanti ai Democratici.

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Le donne di Biden

Donne decisive, quindi, al voto ma anche in prima linea. Parte dell’appeal di Joe Biden è infatti quello di aver scelto come vice una donna come Kamala Harris, prima donna di colore a ricoprire un ruolo così importante . Madre indiana e padre giamaicano, un passato da procuratore di San Francisco e poi della California, Harris non è solo il sogno americano, ma è una donna tosta che si è fatta da sola , con una carriera invidiabile, che ha saputo conciliare lavoro e famiglia: il marito Doug, sposato nel 2014, è tenerissimo, la sostiene facendo volentieri un passo indietro, i figli di primo matrimonio di lui la adorano e la chiamano Momala, da “mom” e “Kamala”. Trump, al contrario, la detesta.

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Subito dopo il dibattito con Mike Pence, il vicepresidente l’ha definita “un mostro” dopo averla più volte chiamata, in passato, “nasty woman ” l’appellativo che usa un po’ per tutte le donne che gli tengono testa.

Oltre a Harris con Biden c’è la moglie Jill. Sposata in seconde nozze nel 1977 (la prima moglie morì in un incidente stradale nel 1972), questa bella ed elegante signora bionda è una forza della natura, un’insegnante che non ha mai smesso di lavorare neanche quando il marito era Vice Presidente di Barack Obama e che ha già detto che, se potrà, lavorerà anche se Joe dovesse diventare Presidente.

C’è poi anche la sorella di Biden, Valerie Biden Owen , da sempre vicina al fratello tanto da aver guidato lei tutte le sue campagne politiche da quando era un semplice deputato del Delaware. Oggi, a settantaquattro anni, non guida questa campagna presidenziale (a farlo c’è un’altra donna, Jennifer O’Malley Dillon  che a sua volta ha una vice donna, Kate Bedingfield ) ma è ancora il consigliere più fidato di Joe.

Melania e le altre

All’universo femminile di Biden si contrappone quello di Trump. La First Lady Melania pur essendo quella che all’ultima convention repubblicana ha fatto il discorso politico migliore e pur avendo potenzialità, in questi quattro anni è incappata in una serie di controversie che non ne hanno di certo aumentato l’amabilità.

Ultima in ordine di tempo quella che riguarda le registrazioni delle conversazioni con la sua ex amica e collaboratrice Stephanie Winston Wolkoff in cui la si sente imprecare perché deve occuparsi delle decorazioni natalizie della Casa Bianca. Lo stesso vale per Ivanka : partita come quella che avrebbe dovuto tenere a bada Trump, l’anima progressista dell’amministrazione, è stata in realtà inesistente e comunque sempre schierata dalla parte di papà, persino su temi controversi come la separazione delle famiglie immigrate al confine col Messico o l’uso delle mascherine. Melania, Ivanka, la ex consigliera di Trump Kellyanne Conway , la fidata e fedele Hope Hicks (sarà stata lei a infettarlo?), la fidanzata di Donald Jr Kimberly Guilfoyle : le donne dell’universo Trump sono tutte apparentemente forti e volitive, ma in realtà sono tutte ubbidienti soldatine ai voleri del capo, apparentemente prive di pensiero indipendente, figurarsi della capacità di criticare le decisioni del Presidente.

Cosa che invece ti aspetti da donne come Jill Biden, Kamala Harris o da Nancy Pelosi, la Speaker della House, una che di Trump e dei suoi modi da bullo non ha paura, anzi . Durante le primarie democratiche, Harris attaccò duramente Joe Biden sulla questione razziale. In tutta risposta, Joe Biden l’ha comunque scelta come sua vice. Come a dire che la capacità critica per lui è un valore, che non si aspetta devozione assoluta, che valuta le donne per competenza e intelligenza, non per fedeltà cieca. E alle donne che devono votare questa cosa evidentemente piace.

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