Emma Marrone: «Un futuro (anche) da attrice: perché no?»

«Gli anni più belli», il nuovo film di Gabriele Muccino, vede il debutto della cantante come attrice: «Se la vita mi dà la possibilità di coltivare altre forme di talento, perché non dovrei farlo? Se una persona è capace di fare più cose, perché non dovrebbe farle?» racconta a VanityFair.itI migliori anni: Emma Marrone I migliori anni: Emma Marrone I migliori anni: Emma Marrone I migliori anni: Emma Marrone I migliori anni: Emma Marrone I migliori anni: Emma Marrone Capire che un artista non sia destinato a una sola fortuna, a una sorte che gli ordina di tenere la strada dritta pur di non sbagliare, è uno dei concetti su cui Emma Marrone insiste di più. «Se la vita mi dà la possibilità di coltivare altre forme di talento, perché non dovrei farlo? Se una persona è capace di fare più cose, perché non dovrebbe farle?» si chiede la cantante seduta su un lungo divano a forma di elle, le mani incrociate all’altezza delle ginocchia e la voce calda che il pubblico ha imparato ad amare. Al Cinema Anteo di Milano, dove abbiamo appuntamento, Emma è in forma smagliante: fasciata nel suo completo color salmone e incorniciata dai capelli biondi che tiene legati in una crocchia, è qui per parlare de Gli anni più belli , il nuovo film di Gabriele Muccino che segna il suo debutto come attrice . È questa la versatilità del talento di cui parla: il passare dal riempire i palazzetti con la voce a invadere i cinema con lo sguardo.

Nel film, che arriva in sala il 13 febbraio, il giorno prima di San Valentino, Emma è Anna , un’aspirante attrice che mette in stand-by la sua carriera per mettere su famiglia con Riccardo (Claudio Santamaria), un uomo squattrinato che, tra collaborazioni giornalistiche poco remunerative e comparsate in telefilm girati a Cinecittà, trova nella ragazza la roccia su cui appoggiarsi, il punto di riferimento di una vita che ondeggia perennemente tra la noia e il disincanto, tra la voglia di fare e l’esitazione a iniziare. «Mentre recitavo nel ruolo di Anna, che è una donna completamente diversa da me, mi sono resa conto che non sono poi così male come essere umano in quanto donna» sottolinea Emma raccontando del grande calore che ha incontrato sul set ogni giorno , quando la troupe si complimentava con lei per «l’umanità», «l’educazione» e il «rispetto per gli altri» che ha sempre coltivato nei suoi dieci anni di carriera, un successo dopo l’altro, un sold-out dopo un altro sold-out.

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Il talento nel calarsi nei panni di Anna è incredibilmente palpabile non solo nelle scene più leggere, ma soprattutto in quelle drammatiche. Quella più difficile, però, rimane quella del parto: una sequenza che ha portato Emma a una lunga preparazione psicologica: «Volevo essere credibile, volevo che sul mio volto ci fosse il dolore, ma anche la paura di una ragazza giovane che sta per partorire. È stato complicato a livello emotivo, ma penso che sia stata una delle scene che mi ha fatto più emozionare. Infatti dopo ho pianto, ho pianto tantissimo». In attesa di vederla in giro per l’Italia con il suo Fortuna Live Palasport 2020 – la prima data all’Arena di Verona, che coincide con il giorno del suo compleanno, il 25 maggio, ha registrato il tutto esaurito in meno di un mese – e con Una, Nessuna, Centomila, il concerto-evento previsto il 19 settembre all’Arena Campovolo i cui ricavati andranno in favore delle associazioni che combattono la violenza sulle donne , un pensierino su una possibile carriera di attrice Emma non sente di escluderlo. «Non ho ancora ricevuto altre proposte, ma se arriveranno e le riterrò giuste per me, perché no? Vivo la mia vita senza paletti e senza preconcetti. All’estero quando le attrici e le cantanti si scambiano i ruoli è tutto una figata, mentre in Italia siamo abituati a essere più chiusi. In questo mi sento molto libera». Dopotutto, per citare il titolo del film, i suoi «anni più belli» sono «quelli che ho vissuto, quelli che sto vivendo e quelli che spero ancora di vivere». Lei, e lo ribadisce più volte, rimane una persona «molto fortunata». Così come il suo pubblico, che la segue e sogna con lei da dieci anni.

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