Far finta che andrà comunque tutto bene non ha senso, perché non è vero

Negli ultimi anni c’è un po’ questo “trend” (se così possiamo chiamarlo) delle frasi motivazionali, della positività portata all’estremo in ogni situazione e contesto. Non nego di essere stata parte anche io di questo mood iper positivo: faccio l’illustratrice da un po’ di tempo e prima di Disegnetti Depressetti, per un paio d’anni, il mio […]Negli ultimi anni c’è un po’ questo “trend” (se così possiamo chiamarlo) delle frasi motivazionali, della positività portata all’estremo in ogni situazione e contesto . Non nego di essere stata parte anche io di questo mood iper positivo: faccio l’illustratrice da un po’ di tempo e prima di Disegnetti Depressetti , per un paio d’anni, il mio stile si era focalizzato su disegni carini, vivaci, sorridenti e spesso abbinati a messaggi motivazionali positivi. E non era per una questione di moda, c’ero proprio dentro a questa mentalità: credevo totalmente di dover lanciare sempre e comunque messaggi positivi perché sicuramente, in un modo o nell’altro, a qualcuno avrebbero fatto bene . E probabilmente è così, a qualcuno avrebbero fatto bene, ad altrettanti no.

Effettivamente anche nel mio piccolo ha funzionato come approccio per un certo lasso di tempo. Stavo affrontando diversi cambiamenti e ogni giorno mi davo un pochino di carica e motivazione seguendo le pagine di artisti che, come me, erano sempre positivi e pieni di energia. Senza contare che già di mio sono un’ottimista cronica, nel senso che se posso vederci qualcosa di positivo in una situazione allora mi concentro su quello.

La cosa di cui non mi sono accorta era però che i cambiamenti che stavo affrontando erano tutti scelti da me, nessuno mi stava imponendo nulla, e per quanto fossero momenti nuovi, erano comunque scelte personali a cui io abbinavo della motivazione esterna perché facessero un po’ meno paura.

Il problema è arrivato quando, dopo questo momento super iper immersa nella positività, nel momento in cui mi sono ritrovata ad affrontare dei fallimenti e delle incertezze esistenziali (normali della mia e di tutte le età) mi sono ritrovata completamente persa in una sfera di emozioni che non mi era concesso provare, come se nella mia testa non fosse ammesso provare certi pensieri tristi, che non esisteva il fallimento, che dovessi essere grata a prescindere per quello che mi stava succedendo e che c’era da vederci qualcosa di bello anche in quei momenti non proprio bellissimi.

Con il tempo ho capito che non posso usare lo stesso approccio mentale in ogni situazione . A volte ci sono momenti bellissimi e unici che vale la pena godersi fino in fondo senza troppe domande. A volte possono esserci momenti di incertezza in cui ci sta farsi mille domande e auto dedicarsi frasi motivazionali per sentirsi un po’ meno persi. E altre volte invece ci sono dei momenti che fanno semplicemente schifo e tutto ciò che si può fare è prenderne atto e aspettare che finiscano.

A volte non si tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma semplicemente di riconoscere che è solo pieno a metà.https://www.vanityfair.it/experienceis/amore/2020/04/14/non-va-sempre-tutto-bene-positivita