Fase due: l’Italia divisa sulla ripartenza. Ogni Regione decide da sé

Si allentano le limitazioni in Veneto e in molte regioni sono aperti librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini. La fase due verrà però solo da maggioIl Veneto ha scelto la via del lockdown soft , le altre regioni possono da oggi far aprire librerie e negozi di abbigliamento per bambini , ma non tutte le faranno. Non è ancora la fase due, ma sono i primi passi verso la riapertura. Sono passi che le regioni italiane stanno facendo in ordine sparso.

COSA PUÒ RIAPRIRE

Il decreto del governo in vigore da oggi consente l’apertura delle librerie, delle cartolerie e dei negozi per l’infanzia. Ripartono le attività forestali, la cura del verde, l’industria del legno e anche la produzione di computer . Possibile anche lavorare nel settore delle opere idrauliche e del commercio all’ingrosso di carta e cartone.

Nelle attività aperte al pubblico servono disinfettanti all’ingresso e alla cassa, sono obbligati gli ingressi contingentati con una persona ogni 40 metri quadrati di negozio e necessarie protezioni come guanti e mascherine per i commessi. Restano tutti i limiti agli spostamenti, la chiusura delle scuole, lo stop alle attività produttive non essenziali.

Per le aziende che non possono lavorare è consentita «la spedizione della merce in giacenza, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione ».

COSA FANNO LE REGIONI

Le Regioni hanno la facoltà di emettere ordinanze più restrittive di quelle dello Stato e molte lo stanno facendo. In Lombardia il governatore Attilio Fontana ha vietato la riapertura di librerie e cartolerie , consente invece quella dei negozi di abbigliamento per l’infanzia. Qui è obbligatorio l’uso di mascherine o comunque la protezione del viso all’aperto e sono chiusi anche gli alberghi. Gli studi professionali possono aprire solo per servizi indifferibili e urgenti. In Campania chiuse librerie e cartolerie e orari limitati per i negozi di abbigliamento per bambini: due mattine la settimana, dalle 8 alle 14. Anche in Piemonte non riaprono le librerie, nel Lazio potranno aprile dal 20 aprile, prima i proprietari dovranno mettere in sicurezza i locali.

In Liguria il governatore Toti ha firmato l’ordinanza che consente di andare agli orti e ai frutteti, di riprendere i lavori di giardinaggio e di procedere alla manutenzione degli stabilimenti balneari e dei chioschi. Lo stesso accade in Abruzzo .

È il Veneto però la regione che più si è aperta. La nuova ordinanza consente di fare attività motoria anche oltre i 200 metri da casa. Per uscire servono mascherina, guanti, e gel, aumenta a due metri il distanziamento sociale. Obbligo di mascherine all’aperto in Friuli Venezia Giulia dove sarà consentito fare attività motoria, ma solo vicino casa. In Trentino ancora chiusi i negozi per l’infanzia e le librerie, mentre potranno riprendere le attività produttive all’aperto e le attività nei cantieri. L’Emilia-Romagna ha deciso di riaprire i supermercati la domenica dal prossimo fine settimana.

LA FASE DUE

Questa prima serie di aperture non è la fase due, ma è un passo verso quella che partirà dal 4 maggio . C’è anche la possibilità che alcuni settori industriali partano già la prossima settimana: la moda e l’auto per esempio, con regole ferree come quelle che stanno testando Ferrari (medico sempre presente, controlli della temperatura, distanze in fabbrica e test sierologici) e Ducati.

Il vero via libera sarà però il 4 maggio anche se non sarà uguale per tutti. La liberazione avverrà a scaglioni . I divieti non spariranno tutti in un colpo, ma si allenteranno lentamente a partire dai settori produttivi e dall’età delle persone. Gli ultimi a poter uscire di casa saranno i cittadini che hanno più di 70 anni, in particolare quello con una o più patologie croniche. La mappatura della popolazione dovrà essere fatta con test sierologici e l’attesa app che dovrebbe monitorare gli spostamenti e poter ricostruire l’eventuale vicinanza con una persona positiva perché dentro ognuno dovrebbe registrare la propria situazione sanitaria per quanto nota (chi ha fatto test e tampone e il risultato).

Almeno nella prima fase, chi lo potrà fare dovrà continuare con lo smart working . Per le attività che hanno bisogno di personale in loco si pensa a ingressi scaglionati e orari differenziati. Sono da evitare gli assembramenti e quindi quelli in ingresso e in uscita da uffici e fabbriche e quelli conseguenti sui mezzi di trasporto dove potranno esserci solo persone a sedere e a distanza.

Il governo dice che sta lavorando affinché ci sono possa spostare d’estate e quindi possa ripartire l’industria del turismo. Saranno vacanze italiane, difficile pensare di andare all’estero con quarantene e blocchi. Saranno vacanze senza stranieri per gli stessi motivi. La regola sarà comunque il distanziamento, in aereo come in spiaggia. I luoghi aperti dovrebbero essere più fruibili di quelli chiusi perché minore la diffusione del virus.

LEGGI ANCHE Speciale Coronavirus

LEGGI ANCHE Lockdown «soft», così il Veneto prova a ripartire

LEGGI ANCHE Coronavirus, la quarantena per i positivi raddoppia fino a 28 giorni. Ecco perché

LEGGI ANCHE Immunità al Covid-19: test sierologici in Italia su 6 fasce d’età

LEGGI ANCHE Coronavirus: riapertura il 4 maggio (forse). Ma chi per prima?https://www.vanityfair.it/news/cronache/2020/04/14/coronavirus-fase-due-regioni-ordine-sparso-ripartenza-italia-divisa