Fatima Trotta, riparte Made in Sud (cantando)

Padrona di casa di «Made in Sud», il programma che conduce su Raidue insieme a Stefano De Martino, dal 2008, Fatima Trotta è un vulcano di idee ed energie. Dalla laurea in Scenografia ai concorsi di bellezza, dal desiderio di difendere il suo privato al sogno di doppiare un cartone animato della Disney, ecco cosa ci ha raccontatoFatima Trotta Fatima Trotta Fatima Trotta Fatima Trotta Fatima Trotta La parlantina di Fatima Trotta è talmente fluida e spedita che tutto penseresti tranne che abbia fatto le ore piccole: «Ieri abbiamo fatto le prove generali e abbiamo finito tardissimo» racconta al telefono con voce squillante, contenta di essere finalmente tornata alla guida di Made in Sud , il programma comico di Raidue che conduce insieme a Stefano De Martino e che arriva nel pieno della Fase 2, in un momento nel quale la maggior parte delle produzioni sono ferme e si preferisce rinviare i progetti a settembre. «Appena abbiamo saputo la notizia della ripartenza c’erano due sensazioni contrastanti: da una parte lo spavento per via delle restrizioni, e dall’altra la gioia di riprendere a lavorare». Certo non è stato facile: al di là dei severissimi protocolli di sicurezza adottati dal Centro di Produzione Rai di Napoli, mettere in piedi un varietà senza gli applausi e le risate del pubblico ha richiesto uno sforzo non indifferente.

«È una questione di abitudine» specifica Fatima, 34 anni freschi freschi, costretta ad abbandonare lo spettacolo La fabbrica dei sogni  che la vedeva impegnata con Sal Da Vinci a teatro proprio a causa del Covid-19: «Il giorno prima eravamo in scena e il giorno dopo a casa: è stato uno shock. Il nostro è un mestiere legato al contatto e all’interazione con la gente, è tutto un’emozionarsi a vicenda» insiste Fatima non nascondendo le difficoltà legate alla ripartenza di Made in Sud . «È un po’ pesante: dobbiamo mantenere la distanza di sicurezza, non possiamo passarci gli oggetti di scena e dobbiamo tenere la mascherina fino a un attimo prima di salire sul palco»: il timore che il programma non sarebbe tornato tanto presto, dopotutto, c’era, ed è per questo che Trotta sente il bisogno di dire grazie, di accogliere con gioia viva il ritorno di uno show che è riuscito a cucirsi addosso e che, in un momento in cui abbiamo bisogno di distrarci e di ritrovare la leggerezza che avevamo perso, riesce a regalare un sorriso per niente scontato.

Come ha colmato la mancanza del contatto dopo il lockdown?

«Mi sono goduta mio marito e poi, calma, ho recuperato con mia sorella, mio nipote e il resto della famiglia che abita molto vicino a dove abito io. Negli ultimi anni non ero molto presente a casa ed è stato bello essere coccolata di nuovo da mamma e papà, è come se fossi tornata adolescente».

Lei che adolescente era?

«Molto obbediente, ma con tanta voglia di fare: ho sempre osato, non mi sono mai risparmiata, ho sempre fatto tremila cose contemporaneamente e non ho mai lasciato niente a metà. Studiavo, lavoravo, frequentavo i corsi di danza. Ero una meteora, non ero mai a casa».

Il pallino del mondo dello spettacolo la accompagna fin da bambina: si ricorda quando nasce?

«I miei nonni mi raccontavano che da bambina salivo sulla sedia con i cucchiai e i pezzi da cucina e parlavo, raccontavo storie. È un lato di me che mi ha sempre accompagnata, tant’è che mia madre mi iscrisse alle selezioni dello Zecchino d’Oro. Poi sono arrivati i concorsi di bellezza: non ne ho mai vinto uno, ma sono sempre stati la porta di accesso per fare nuove esperienze».

Contemporaneamente ha proseguito gli studi: in cosa è laureata?

«In Scenografia all’Accademia delle Belle Arti. Se non avessi fatto l’attrice e la conduttrice, sarei comunque stata legata al mondo dello spettacolo, era evidentemente nel mio DNA».

Oggi la firmerebbe una scenografia?

«Ho ancora una grande passione per il disegno. Durante il lockdown mi sono riavvicinata al mio vecchio mestiere, ho realizzato delle tele, dei piccoli manufatti rispolverando i pennelli, le matite e i carboncini. Dopotutto avevamo già fatto tutto: cucinato, pulito, riordinato, fatto giardinaggio. Bisognava tenersi impegnati».

Insomma non riesce a stare ferma.

«Quando ho un obiettivo da portare a termine mi devono solo ammazzare. Ho una lesione al menisco e, nonostante questo, sto facendo Made in Sud : vado sopra il dolore, anche perché è un impegno che ho preso non solo con la produzione, ma con il pubblico che ci aspettava e che non vedeva l’ora che ricominciassimo. Non possiamo deluderlo».

È vero che non si reputa una persona divertente?

«Diciamo che ho bisogno dei miei spazi: sono del Cancro, quindi molto riflessiva, e ogni tanto sento l’esigenza di essere lasciata da sola, anche solo per ricaricarmi. Siccome do tanto, non mi risparmio mai. In quei momenti non voglio né far ridere né ridere».

Suo marito Luigi De Falco come li prende questi momenti?

«Ormai ci ha fatto il callo, si è abituato a tutto. È la metà perfetta della mela, ci compensiamo e ci capiamo al volo».

Lei è molto gelosa della sua vita privata: il suo compagno di Made in Sud Stefano De Martino combatte con l’invasione della sua privacy tutti i giorni. Lei come la affronterebbe?

«Potrei morire, stare al centro del gossip e delle notizie ogni giorno è una cosa estremamente pesante. Sono molto riservata nel mio privato e di tutto ciò che mi appartiene. La famiglia e i cari cerco di difenderli il più possibile perché sono fuori da questi meccanismi e non fanno questo mestiere: perché devono andarci di mezzo?».

Qualcosa del suo privato, però, arriva anche al pubblico: di recente ha festeggiato, con il cast di Made in Sud, il suo 34esimo compleanno. Com’è andata?

«In sicurezza, ho organizzato una festa per riprenderci piano piano quello che ci appartiene. È stato bello perché ognuno ha fatto qualcosa: Stefano ha suonato, Biagio Izzo ha animato la serata, chi sapeva fotografare ha fatto le foto. Siamo tornati carichi».

Lei, per esempio, era bella carica anche a Tale e Quale Show : rifarebbe la concorrente?

«È stata una bellissima esperienza in cui ho cercato di assorbire il più possibile, come Spongebob. Non essendo né una cantante né un’imitatrice è stata dura: in genere non vivo benissimo la competizione, ma porterò sempre con me, oltre a un grande Carlo Conti, anche il divertimento e gli insegnamenti trasmessi dai coach. In futuro non saprei, dipende da cosa andrei a fare».

Ballando con le Stelle , per esempio?

«Quello lo farei, la danza mi è sempre piaciuta».

Al cinema, invece, è assente da 5 anni. Le manca?

«Mi sono allontanata perché sono stata assorbita dal teatro che mi ha totalmente folgorata e catturata. Il teatro è il no filter: non puoi mentire, sei tu e basta. Certo, il cinema è il cinema ed è ovvio che lo rifarei. Siamo schiavi di un’idea molto italiana che ci dice che una persona deve fare solo una cosa e basta, ma se sono un’artista e vengo da cose diverse perché devo scegliere un settore specifico e non tutti?».

A questo proposito, si vedrebbe in un ruolo drammatico?

«Una volta che ti inquadrano come un personaggio brillante è molto difficile riuscire a entrare in un nuovo segmento, ma non nascondo che mi piacerebbe. Quando ero ragazzina scrivevamo con la mia compagnia amatoriale dei testi inediti drammatici: sarebbe bello se qualcuno vedesse in me un lato più maturo, introspettivo, di spessore. Il problema è che c’è una forma mentis che bisogna andare a scalfire».

Made in Sud lo fa dal 2008: un matrimonio ancora felice?

«Ho perso il conto degli anni in cui lo faccio, ho visto tanti cambi di conduzione, di comici e di autori, ma continuo a divertirmi perché è un programma che riesce a essere fresco nonostante sia bello maturo. Trovo sempre un nuovo stimolo, una scintilla che mi fa andare avanti: in questo senso, i cambi aiutano perché danno allo show un respiro diverso. Quest’anno, per esempio, abbiamo dovuto fare a meno del corpo di ballo e delle coreografie, quindi io e Stefano ci siamo reinventati canterini».

Parlando di stimoli, c’è qualcosa in particolare che vorrebbe fare in futuro?

«Mi piacerebbe tantissimo doppiare un cartone animato della Disney perché sono super appassionata di quel mondo lì. Ho fatto tanto, quindi vado su quello che mi manca, come per depennare le caselle di una lista».

Un personaggio Disney che le sarebbe piaciuto doppiare?

«Sicuramente Jasmine, che è la principessa per antonomasia – il duetto con Aladdin sul tappeto è bellissimo -. Ma anche Rapunzel, che vedo molto vicina alle mie corde».

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