Fiorello d’accordo con Amadeus: «Se levi il pubblico, hai levato l’80% del Festival di Sanremo»

Ospite del Festival della Comunicazione di Camogli, Rosario Fiorello si schiera dalla parte di Amadeus e spiega che «fare Sanremo senza pubblico non avrebbe senso»Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello Sanremo 2020, quarta serata: Tiziano Ferro e Fiorello «Fare Sanremo senza pubblico non avrebbe senso». Ospite del Festival della Comunicazione di Camogli, dove viene insignito del premio Comunicazione, Rosario Fiorello si schiera dalla parte di Amadeus e spiega che, qualora non fosse possibile accogliere il pubblico all’interno del Teatro Ariston durante la prossima edizione del Festival di Sanremo causa Covid, sarebbe più logico pensare a riprogrammare le date, per ora fissate dal 2 al 6 marzo 2021 , piuttosto che esibirsi di fronte a una platea vuota.

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«Il format Sanremo è assembramento, è 1500 giornalisti in sala stampa, è 1000 persone davanti all’Ariston, è avere la gente che aspetta i cantanti sotto gli hotel per poterli toccare e abbracciare. Se levi tutto questo, hai levato l’80% di Sanremo». Al di là della delicata questione della sicurezza che sta tenendo sull’attenti non solo la scuola, ma anche il mondo televisivo – in caso di una positività al virus, il protocollo è molto severo. Vedi il caso di Ballando con le Stelle -, il problema principale, secondo i padroni di casa Amadeus e Fiorello, è l’atmosfera che si respirerebbe, più legata all’allarme che alla condivisione, più stretta intorno all’assenza che alla presenza.

«Poi qualcuno ha detto di non pensare alle persone in sala ma ai milioni di spettatori a casa, ma è difficile cantare e fare comicità davanti a una platea semi vuota». Il dibattito, insomma, è destinato a tenere banco ancora per un bel po’. Intanto la macchina organizzativa di Sanremo 2021 non si ferma: nei prossimi mesi vedremo in piedi non solo il format di Sanremo Giovani (la finale è prevista il 17 dicembre), ma anche Ama Sanremo,  un nuovo esperimento al via dal 22 ottobre in seconda serata su Raiuno sempre con la conduzione di Amadeus. Con la speranza che lo slittamento a marzo possa permettere al Festival di andare in scena come è sempre stato.

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