I grandi luoghi dell’arte italiana: Antonello da Messina a Palermo

Nel cuore di Palermo, palazzo Abatellis ospita alcune delle opere più importanti dell’arte italiana del Quattrocento. Ecco perché andarciIl palazzo L’Annunciata di Antonello da Messina L’Annunciata di Antonello da Messina… Il ritratto di Eleonora d’Aragona Il trionfo della Morte Palermo è la città dei contrasti, delle chiese barocche e dei mosaici bizantini, dei palazzi nobiliari e dei mercati chiassosi, la città del mare ma dove il mare non si vede mai . Non poteva allora mancare un museo in ci sono opere che sembrano essere un balsamo per l’anima, e altre che invece ci atterriscono con i loro dettagli macabri e apocalittici: siamo a palazzo Abatellis, nel cuore della Kalsa , a cercare tra le sale del museo gli occhi dolci dell’Annunciata di Antonello da Messina e il sorriso appena accennato di Eleonora d’Aragona , ma anche il terribile e grandioso affresco con il trionfo della Morte .

Palazzo Abatellis  venne costruito nel 1495 per volontà di Francesco Abatellis, che affidò il progetto all’architetto siciliano Matteo Carnelivari il quale immaginò un edificio a due piani strutturato attorno ad un ampio cortile centrale che venne ben presto convertito (morto senza eredi Abatellis) a convento delle benedettine. La tappa più importante della storia del palazzo – oramai museo – è però molto più recente: danneggiato dai bombardamenti nel 1943, un decennio dopo viene riallestito dall’architetto Carlo Scarpa in modo da far vivere “in armonia vicendevole il palazzo e il contenuto” . Obiettivo centrato pienamente, visto che ancora oggi il museo è meta del pellegrinaggio costante di appassionati di architettura e studiosi di museologia.

Ma torniamo ai tre capolavori per i quali siamo entrati qui dentro: la Vergine Maria, Eleonora d’Aragona, la Morte che cavalca un cavallo ossuto : opere diverse, accomunate da un secolo (il Quattrocento, che ha avuto tante anime) e dalla totale indeterminatezza, dalla mancanza delle informazioni essenziali che le riguardano. Quel busto in marmo è davvero Eleonora d’Aragona? In che anno Antonello ha dipinto la sua Annunciata? E chi è l’autore del trionfo della Morte? Domande che resteranno probabilmente senza risposta, ma in fondo basta forse la bellezza dolce e terribile di queste opere.

 

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