I grandi luoghi dell’arte italiana: la cappella degli Scrovegni, dove Giotto dà il meglio di sé

Realizzata nei primissimi anni del Trecento, il capolavoro di Giotto a Padova è più moderno che mai. Scopriamola insiemeLa cappella degli Scrovegni L’interno La volta Gioacchino tra i pastori L’incontro tra Anna e Gioacchino La nascita della Vergine L’Annunciazione La fuga in Egitto Le nozze di Cana L’ultima cena La cattura di Cristo Compianto sul Cristo morto Il Giudizio Universale Enrico Quando Enrico Scrovegni decise, all’inizio del Trecento, di metter su casa a Padova , certamente non immaginava che il suo nome sarebbe suonato familiare anche settecento anni dopo . Famigerati gli Scrovegni in realtà già lo erano, soprattutto per le imprese di Rainaldo, padre di Enrico e noto usuraio patavino che Dante fa finire addirittura all’Inferno: sarà stato forse quindi anche per prendere le distanze da un genitore tanto ingombrante che il nostro decide invece di essere soprattutto mecenate, commissionando la costruzione di un gran palazzo, con tanto di cappella privata, nell’area un tempo occupata da un anfiteatro di età romana.

Scomparso il primo, ci resta la sola cappella (detta anche dell’Arena per l’edificio preesistente) che il ricco banchiere fece decorare dal pittore migliore allora su piazza, Giotto . E qui il pittore fiorentino realizza il capolavoro della sua carriera, ancor più che nella basilica di san Francesco ad Assisi , alla quale aveva lavorato qualche tempo prima, negli anni ’90 del Duecento. La cappella Scrovegni appare oggi da fuori come un semplice edificio in mattoni, tanto lineare nella struttura esterna quanto ricchissimo nella decorazione interna, che Giotto progetta per coprir praticamente ogni centimetro di muro. Gli affreschi raccontano, sulle due pareti laterali, le storie della Vergine Maria e di Gesù , e lo fanno in un modo del tutto moderno, che si lascia alle spalle una certa leziosità di alcuni maestri medievali o l’eccessiva rigidità dell’arte di derivazione bizantina, dando alle figure un vero corpo, vere espressioni (guardate i visi sconvolti delle donne nel compianto su Cristo morto, o il volto mortificato di Gioacchino cacciato dal tempio), veri spazi all’interno dei quali vivere, come la deliziosa casetta che compare nell’Annuncio ad Anna dove tutto, anche il copriletto a righe, viene rappresentato da Giotto con estrema cura ed attenzione. E poi, le barbe: ecco, fino ad allora le barbe degli uomini non erano mai state così soffici e morbide . L’inizio del Rinascimento passa forse anche da questi particolari.

Ma la decorazione della cappella non si limita alle sole pareti laterali: qui infatti anche il soffitto, interamente dipinto di blu, pare non esista più, ma sembra aver lasciato spazio ad un cielo limpido. Così come la controfacciata, la parete nella quale si apre la porta d’accesso, che incute timore e soggezione con l’immagine del Giudizio Universale (che occupa tradizionalmente questo posto, dato che doveva essere l’ultima cosa che i fedeli vedevano prima di uscire da una chiesa). E finalmente proprio qua, poco sotto l’immagine di Cristo giudice, se ne sta Enrico , inginocchiato mentre porge a Maria un modellino di quella stessa cappella, offerta per espiare definitivamente le colpe del suo casato.

La cappella Scrovegni è aperta tutto l’anno, ogni giorno dalle 9.00 alle 19.00 (è prevista la chiusura al pubblico solo il 25 e 26 dicembre ed il primo gennaio). A seconda del periodo dell’anno i turni di visita durano 15 minuti (da marzo a metà giugno e ancora ad agosto, settembre, ottobre e dal primo al 15 dicembre). Il biglietto intero viene 13 euro, 8 il ridotto (tra gli altri, per i soci WWF e Italia Nostra), € 6 per i ragazzi dai 6 i 17 anni (i più piccoli pagheranno solo un euro). La prenotazione e il pagamento anticipato sono obbligatori, da fare chiamando lo 049 2010020 o sul sito www.cappellaegliscrovegni.it . Una volta arrivato il giorno della visita vi converrà essere sul posto con un po’ di anticipo per ritirare il biglietto, anche perché la biglietteria si trova a circa 100 metri dall’ingresso della Cappella, in piazza Eremitani, 8 : giunto il vostro turno, dovrete passare un quarto d’ora all’interno del CTA (sta per Corpo Tecnologico Attrezzato) in modo da stabilizzare il microclima. Solo trascorso questo tempo (durante il quale viene trasmesso un video sulla storia del luogo che state per visitare) si apriranno per voi le porte di uno dei più fantastici capolavori dell’arte italiana. Un ultimo consiglio: all’interno della cappella la temperatura è stabile sui 18 gradi, quindi d’estate sarà meglio portare con sé un maglioncino da infilare alla bisogna, per godersi la vista di un tale meraviglia senza soffrire il freddo.

Per tutte le altre informazioni e per la prenotazione visitate il sito internet della Cappella: qui potete anche consultare il calendario delle aperture serali, previste fino all’otto settembre, che eccezionalmente consentono una visita di 40 minuti (20 nel CTA, 20 nella Cappella).

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