Il boss Cutolo rimane in carcere: «Può essere curato in cella»

I suoi avvocati avevano chiesto che, dopo oltre 40 anni di carcere, potesse beneficiare della detenzione domiciliareRaffaele Cutolo rimane in carcere, al 41 bis. Il magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia, Cristina Ferrari, ha rifiutato l’istanza degli avvocati del fondatore di Nuova Camorra Organizzata, che chiedevano che, dopo 42 anni di carcere sulla base di più condanne definitive all’ergastolo, Cutolo potesse beneficiare dell’«applicazione provvisoria della detenzione domiciliare ».

Secondo il giudice, il boss, che ha 78 anni, non ha una malattia di «gravità tale da potersi formulare una prognosi infausta quoad vitam». «L’ampia documentazione acquisita comprova una situazione detentiva rispettosa della dignità  personale», si legge nell’ordinanza. E «il paziente può contare su presenza e monitoraggio costante degli operatori sanitari, oltre che, al verificarsi di eventuale repentino aggravamento (come è successo il 19 febbraio, quando Cutolo è stato ricoverato in ospedale, dove è rimasto fino al 9 marzo), sulle strutture sanitarie territoriali con ricovero esterno». Il 6 e il 7 maggio, si legge ancora nell’ordinanza, a Cutolo «sono stati forniti un letto dotato di sponde e un materasso anti-decubito». Il magistrato aggiunge anche che Cutolo rifiuta sia gli esami che gli accertamenti, «contribuendo a creare una situazione di sofferenza o maggior rischio autoprodotto », e anche questo aspetto «giustifica il rigetto dell’istanza di differimento pena».

Quanto al rischio di contrarre il Covid, le patologie di cui soffre il boss non vengono ritenute «a rischio aggiuntivo»: il regime di 41 bis consente a Cutolo «di fruire di stanza singola , dotata dei necessari presidi sanitari». D’altra parte, il padrino «da anni ha rinunciato ai momenti di socialità , così di fatto riducendo ulteriormente i contatti interpersonali e le vie di contagio».

L’avvocato di Cutolo, Gaetano Aufiero, ha commentato, parlando all’Agi : «Saranno contenti quelli, tra politici, giornalisti, magistrati e benpensanti, che si sono scandalizzati per alcune scarcerazioni. Io non mi unisco al coro di chi critica i magistrati quando emettono provvedimenti che non condivido, ma prendo atto che Cutolo non ha altro destino che morire in carcere . Le decisioni di un magistrato si rispettano sempre, soprattutto quando non si condividono». La difesa è pronta, comunque, a fare opposizione: «Non mi aspetto nulla», ha aggiunto il legale, «dopo tante polemiche su alcune scarcerazioni, quando ogni processo è una storia a sé, a maggior ragione per Raffaele Cutolo».

LEGGI ANCHE Federica Angeli: i miei 300 passi

LEGGI ANCHE «Noi non ci inchiniamo alla mafia»

LEGGI ANCHE Testimone di mafia abbandonato:«Mi aiuterete solo da morto?»

LEGGI ANCHE «La mafia uccide anche i bambini, come Dodò»

 https://www.vanityfair.it/news/cronache/2020/05/13/boss-raffaele-cutolo-rimane-in-carcere-giudice-puo-essere-curato-in-cella