Il coronavirus è la fine della sharing economy?

Airbnb, Uber e molte altre attività dell’economia condivisa sono state messe in seria difficoltà dall’emergenza coronavirus. Chi si fida ad andare in casa d’altri?Chi si occupa di economia li ha definiti giganti con i piedi d’argilla . Sono quelle aziende che fino a due mesi fa erano colossi e che l’emergenza coronavirus sta nettamente ridimensionando, non solo per il periodo dell’isolamento, ma anche guardando al futuro. Sono le imprese della sharing economy, l’economia condivisa.

Uber , la prima piattaforma per il trasporto via app, nata a San Francisco nel 2008 e presente in quasi tutto il mondo, ha annunciato mercoledì che taglierà 3.700 posti di lavoro a tempo pieno, circa il 14% della forza lavoro della società. La contrazioni degli introiti è stimata al 69%. Il timore del contagio ha portato sempre meno persone a utilizzare questo tipo di trasporto condiviso. Lyft , il maggiore rivale di Uber, ha annunciato il mese scorso che avrebbe licenziato 982 persone, il 17% degli impiegati.

Il sistema di condivisione di alloggi Airbnb ha già tagliato circa 1.900 persone, il 25% della sua forza lavoro. Il blocco dei viaggi e del turismo fa precedere un drastico calo delle transazioni.  La previsione di guadagno alla fine dell’anno è dimezzata.

Se solo due mesi fa “condividere”  era la parola chiave , ora tutta quell’economia deve essere ripensata , a partire dal car sharing che era sempre più diffuso nelle città italiane. Secondo gli esperti queste imprese non potranno tornare a pieno regime prima dell’arrivo del vaccino.

«Non addolcisco la pillola. Il Covid-19 ha un impatto drammatico sul nostro settore » ha detto Dara Khosrowshahi, direttore esecutivo di Uber. In aprile la compagnia si è salvata con la consegna del cibo, cresciuta dell’89% rispetto all’anno precedente, ma questo non riesce a coprire le perdite del resto delle attività.

C’è un altro campo della sharing economy che funziona: è quello delle due ruote. Lo studio di Deloitte, From now on. Mobility Boost, attende un grande sviluppo di alcune forme di sharing finora limitate: monopattini, bike e scooter . In Cina a tre mesi dal contagio l’utilizzo del bike sharing è aumentato del 150%. La ripresa è in bicicletta.

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