Il Coronavirus raccontato dai vlogger cinesi: sfida al partito comunista

Dalla scorsa settimana non si hanno notizie di un vlogger. Non la prima volta che la Cina cerca di mettere a tacere notizie sul coronavirusQuanto dura il periodo di incubazione del nuovo coronavirus (2019-nCoV)? Come distinguere la tosse da infreddatura da quella da coronavirus? L’infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV) causa sempre una polmonite grave? Servono le analisi del sangue? Le persone asintomatiche possono trasmettere l’infezione? I prodotti cinesi sono a rischio? Esiste un vaccino contro il nuovo coronavirus (2019-nCoV)? Quali farmaci proteggono contro il coronavirus? Il risciacquo regolare del naso con una soluzione salina può aiutare a prevenire l’infezione? Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione? Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione? L’alcol è efficace per disinfettare le superfici? La candeggina è efficace per disinfettare superfici e pavimenti? Il più noto fra i nomi che circolano in questi giorni è quello di Chen Qiushi , ma non è il solo. I vlogger, i citizen journalist, sono una voce autonoma che la Cina ha cercato di spegnere. Di Chen Qiushi, avvocato oltre che giornalista, non si hanno notizie dalla fine della scorsa settimana. Era a Wuhan e raccontava dall’interno la diffusione del coronavirus .

Aveva fatto interviste ai cittadini di Wuhan e aveva fatto riprese in città. Era entrato il 24 gennaio poco prima dell’isolamento. «Davanti a me c’è il virus . Dietro di me c’è il potere legale e amministrativo della Cina» ha detto in uno dei suoi ultimi video diffusi in rete secondo quanto riporta il sito di Articolo 21 . Parlava di disastro sanitario. «Mancano le maschere, gli indumenti protettivi, le attrezzature e, soprattutto, i kit diagnostici. Senza questi kit, non c’è modo di controllare che tu abbia il virus, puoi solo metterti in quarantena a casa».

Dal 6 febbraio ha smesso di rispondere a chiamate e messaggi. Da qui è partita una campagna online per rintracciarlo. Aveva dato ad alcuni amici l’accesso ai suoi profili online e aveva chiesto di cambiare le password in caso non avessero avuto notizie di lui per più di 12 ore. Durante il fine settimana le autorità avrebbero detto ai familiari che Chen è stato messo in quarantena forzata in una località riservata. L’attivista aveva detto alla famiglia di aver subito pressioni da parte della polizia.

Dopo la pubblicazione del suo primo video su WeChat il suo account è stato sospeso per oltre un mese. In seguito sono stati sospesi anche gli account di tutti quelli che menzionavano il suo nome o condividevano i suoi video. In due settimane a Wuhan Chen Qiushi ha pubblicato oltre 100 contributi, mostrando quello che la televisione di stato e i media cinesi non mostrano, dai malati nei corridoi degli ospedali alla difficoltà di ottenere visite mediche.

Le autorità cinesi sono già sotto accusa per aver arrestato e silenziato Li Weinliang , il medico di Wuhan che, tra i primi, aveva dato l’allarme sul corononavirus . Il medico è morto il 6 febbraio e solo dopo la sua morte riabilitato.

La Cina ha aggiunto 254 nuovi decessi e altri 15.152 casi di contagio al bollettino dell’epidemia di Covid-19 . Con l’aggiornamento ufficiale salgono a 1.367 i decessi e a 59.804 i contagi totali. Le cifre seguono i parametri diagnostici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver tentato di presentare un conteggio fatto con criteri autonomi.

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