Il mistero Pantani ora è un film

È nelle sale «Il caso Pantani – L’omicidio di un campione» con Brenno Placido e Francesco Pannofino. Tra misteri e sospetti, aule giudiziarie e accuse di doping, il film racconta l’altra verità sul campione più amato del ciclismo italianoIl caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani Il caso Pantani La gloria e la polvere di un campione, una morte avvolta nel mistero. Succedeva sedici anni fa. In un hotel di Rimini giaceva senza vita il corpo di Marco Pantani. Si chiudeva così tragicamente la parabola di un’icona del ciclismo italiano, un eroe tragico amato da tutti per il suo coraggio, il suo talento, la sua diversità.

È passato molto tempo ma tra sensi di colpa e necessità di rimozione, ancora oggi quella storia racconta una verità parziale e torna a bussare alle coscienze di molti, sportivi e non, che in Pantani hanno colto il segreto più intimo di un campione che ha fatto della sofferenza la sua cifra esistenziale.

Partendo da questi presupposti è stato fatto un film, distribuito dalla Koch Media e in visione fino a domani in più di 300 sale in tutta Italia. «Il Caso Pantani – L’omicidio di un Campione», diretto da Domenico Ciolfi e tratto dal libro-inchiesta del giornalista francese Philippe Brunel, si snoda su tre piani temporali, tre momenti chiave nella vita di Pantani.

Che non a caso viene interpretato da tre attori diversi: Brenno Placido (figlio di Michele) è il campione che conquista il cuore degli italiani e vede il suo mito incrinarsi quando verrà trovato positivo al controllo antidoping a Madonna di Campiglio nel 1999, durante una tappa del Giro d’Italia che innescherà una serie di inchieste, le udienze in tribunale, la vergogna. Marco Palvetti è il Pantani che cerca se stesso dopo aver smesso l’attività agonistica, abbandonato da tutti, solo e tomentato si rifugia nella cocaina .

Infine Fabrizio Rongione è l’ultimo Pantani, quello che verrà trovato morto a Rimini il giorno di San Valentino del 2004. Ad unire i tre periodi è Francesco Pannofino, che interpreta l’avvocato Antonio De Rensis, legale che ha portato alla riapertura del caso nel 2014.

È una storia per chi non si accontenta della verità ufficiale, per chi non ha accettato la versione del Pantani morto per una overdose di cocaina. È un film che riprende sottotraccia l’urlo disperato della madre Tonina, che fin da subito gridò la sua verità: «Me lo hanno ucciso!». La tesi del film è infatti definitiva: si trattò di omicidio e chi uccise Marco Pantani è ancora libero. E se nella memoria collettiva le tappe della giustizia appaiono scolorite, è ancora vivo nel ricordo di chi lo ha amato ciò che Pantani era in grado di fare in sella a una bicicletta. Gli scatti in salita, le fughe solitarie, la bandana stretta in testa, la malinconia a zavorrare l’anima, il traguardo sempre vissuto come una liberazione, un sollievo, la fine di un tormento.https://www.vanityfair.it/sport/storie-sport/2020/10/13/mistero-marco-pantani-ciclista-morte-film