Il sogno di cristallo di Federica Brignone

La terza vittoria di fila in combinata, ad Altenmarkt-Zauchensee, l’ha confermata tra le atlete più forti e complete del circo bianco. Ora Federica Brignone rilancia la sfida a Mikaela Shiffrin per la Coppa del MondoIl sogno di cristallo di Federica Brignone Il sogno di cristallo di Federica Brignone Il sogno di cristallo di Federica Brignone Il sogno di cristallo di Federica Brignone Il sogno di cristallo di Federica Brignone Il sogno di cristallo di Federica Brignone Il sogno di cristallo di Federica Brignone Per vincere una combinata , bisogna essere sciatrici complete. Veloci e precise, potenti e tecniche. Bisogna andare forti in Super gigante e in slalom. Per vincerne tre di fila, poi, bisogna essere le più complete, o giù di lì. Ad Altenmarkt-Zauchensee , Federica Brignone ha scritto un’altra piccola pagina di storia dello sci alpino italiano . Ha messo in fila la dodicesima vittoria e il trentaduesimo podio in Coppa del Mondo in carriera, a quattro successi e 12 podi da Deborah Compagnoni . Il tutto a 30 anni ancora da compiere. Si è confermata la leader di un movimento nazionale che al femminile sta ottenendo risultati straordinari, con 11 podi in 15 gare stagionali , ottenuti da cinque atlete diverse.

Federica guida un gruppo in cui spiccano i nomi di Sofia Goggia , Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Nicol Delago . È probabilmente la più tecnica in Italia, una delle migliori al mondo. Fortissima in gigante e superG , brava anche in discesa e per niente disprezzabile anche tra i paletti stretti, che frequenta meno e dove mamma Maria Rosa Quario brillava di più. Ha una scorrevolezza che incanta, una sciata che riempie gli occhi. Al momento guida la classifica generale di gigante e e combinata, è seconda in quella di supergigante e nella generale. Non fosse per la Shiffrin , sarebbe la più seria candidata a portare a casa la Coppa di cristallo, anzi, non fosse così sfortunata da incrociare nella sua carriera Mikaela, probabilmente un paio di coppe le metterebbe via prima della fine della sua carriera.

L’americana di punti ne ha 261 in più. Erano 361 prima della combinata. Poi Mikaela è caduta nella trappola di un supergigante complicatissimo ed è uscita dalla combinata di Altenmarkt-Zauchensee prima ancora di poter dire la sua in uno slalom in cui ha una sola rivale, Petra Vhlova . Batterla è impossibile, forse. Perché in realtà quest’anno la Shiffrin qualche cosa in più la concede. Aveva abbandonato la mamma allenatrice ma è corsa di nuovo da lei dopo un avvio di stagione un filo troppo complicato per una come lei. Sembra più fragile, un po’ meno sicura. Fa senso dirlo classifica alla mano, ma è davvero così.

Federica si coccola il suo pensiero stupendo, un po’ ci pensa a quella Coppa del Mondo che nessuna sciatrice italiana ha mai vinto per il semplice fatto che nessuna sciatrice italiana è mai stata completa come lei. Aveva 19 anni quando vinse il titolo Mondiale juniores nella combinata a Garmisch-Partenkirken, 21 anni quando nella stessa località si prese l’argento ai mondiali senior nel gigante . Ha dovuto convivere da subito con il peso della predestinazione, l’ha ammortizzato, è sopravvissuta a un paio di infortuni complicati, tornando ogni volta più forte di prima, nel 2016 si è operata agli occhi e ora ci vede chiaro anche senza occhiali o lenti.

Nelle ultime stagioni ha vissuto una rivalità accesa con Sofia Goggia. Le hanno dipinte come nemiche, anche se non lo sono mai state. Amiche nemmeno, per la verità. Troppo diverse, impulsiva Sofia, riflessiva e schiva Federica. Caratteri che si ripercuotono anche sulla neve, in sciate diametralmente opposte, aggressiva e sfrontata una, pulita ed elegante l’altra. Alle Olimpiadi di  PyeongChang sono andate a medaglia entrambe, bronzo nel Gigante Federica , oro in discesa Sofia . Forse un po’ si soffrono, sicuramente si rispettano e stimano.

Federica infila gli sci, si prepara al cancelletto e scatta. Questo fine settimana c’è il gigante del Sestriere, dove non ha mai vinto, tra due la libera e il supergigante di Bansko. Poi Sochi, Garmisch, Maribor, Crans-Montana, La Thuile, Ofterschwang, Åre e le finali di Cortina. Cinque giganti, cinque superG, sei discese e due combinate. C’è tempo e spazio per trasformare in trionfale una stagione che già è bellissima. Pensando ai Mondiali di Cortina 2021 e alle Olimpiadi di Pechino 2022 , dove proverà certamente a prendersi quegli unici ori che ancora le mancano. Col sorriso stampato sulle labbra e gli occhi verdi che brillano. Come sempre.https://www.vanityfair.it/sport/altri-sport/2020/01/13/federica-brignone-coppa-del-mondo