Il vaccino riprende la corsa: nessun legame con la reazione anomala

Il farmaco italo-inglese di AstraZeneca torna in pole position. Obiettivo: prime dosi già a novembre. Il ministro Speranza: pazienza ancora sei mesi, a fine inverno saremo salviRiparte la sperimentazione del vaccino anti coronavirs di AstraZeneca e Università di Oxford dopo lo stop , mercoledì scorso,  perché uno dei volontari aveva avuto un grave problema di salute. Ma ieri, dopo soli tre giorni di riunione,  è arrivato il via libera della commissione indipendente di esperti , riunita per valutare la situazione.

Il giudizio è stato unanime: non esiste nessun collegamento causa-effetto tra il vaccino in corso di sperimentazione e i problemi di salute di quella persona. In Inghilterra riparte quindi subito la sperimentazione del  siero anti Covid, già in fase III, che per ora ha interessato 50mila persone nel mondo.

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Anche il presidente della Irbm Di Pomezia ,  Piero di Lorenzo, che ha collaborato alla messa a punto del candidato vaccino, conferma : «Il fatto che la commissione scientifica indipendente si sia pronunciata nel giro di 24 ore è molto importante perché significa quanto fosse evidente e certa l’assenza di connessione tra il candidato vaccino Oxford-AstraZeneca e la reazione sospetta sul volontario. Ora andiamo avanti con prudenza e cauto ottimismo».

Quello ideato da Oxford e sviluppato insieme alla casa farmaceutica AstraZeneca è considerato il vaccino più avanti nel percorso che condurrà a renderlo disponibile a milioni di persone. Ma non è l’unico: ce ne sono altri sei in fase  di valutazione , sempre in fase avanzata di sperimentazione.

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L’Europa, anche su indicazione dell’Italia, a fine agosto ha deciso di investire per averlo a disposizione prima possibile, firmando un contratto per 300 milioni di dosi con opzione su altre 100 milioni. Da noi si è parlato di primi lotti già pronti a novembre , o comunque prima della fine dell’anno per dare copertura a soggetti a rischio e personale sanitario.

Speranza: «Dobbiamo resistere altri sei mesi»

«Una cura e un vaccino per il Covid sono vicini» ha assicurato il ministro della Salute Speranza, in un’intervista a  Repubblica, aggiungendo che è necessario «resistere ancora qualche mese .  Dobbiamo ancora mantenere il distanziamento, portare le mascherine, lavarci le mani, ma non sarà per sempre: dopo l’autunno e l’inverno vedremo la luce».https://www.vanityfair.it/news/cronache/2020/09/13/il-vaccino-riprende-la-corsa-nessun-legame-con-la-reazione-anomala