In Usa è tendenza «Open Hiring»

Se vuoi un lavoro hai solo da compilare un modulo con nome e contatti. Appena si apre una posizione, chi è in cima alla lista viene assunto come apprendista. In America ora molti preferiscono saltare la «selezione»10. Copenaghen 9. Seattle 8.Toronto 7. Francoforte 6. Berlino 5. Londra 4. Boston 3. Zurigo 2. San Francisco 1. Monaco Mike Brady, presidente di un’azienda di prodotti da forno ai confini del Bronx, non ama fare domande: se vuoi un lavoro hai solo da compilare un modulo con nome e contatti . Appena si apre una posizione, chi è in cima alla lista viene assunto come apprendista. Alla Greyston Bakery di New York si fa così da quasi 40 anni. Fondata nel 1982 da un maestro zen (quello di non giudicare è uno dei capisaldi della filosofia buddista), oggi ha un giro di affari di 20 milioni di dollari.

Brady, che risparmia più di 4 mila dollari per persona in costi legati a controlli del background, lo chiama «open hiring », e vuole trasformare il metodo in un movimento . Come lui, del resto, molti sono i datori che negli Usa hanno iniziato a ripensare le politiche di reclutamento della forza lavoro , quella non-specializzata ma non solo.

«Anche in Italia i dati dimostrano come il titolo di studio sia condizione necessaria ma sempre meno sufficiente per trovare lavoro», conferma Alessandro Rosina , docente di Demografia e Statistica sociale alla Cattolica di Milano: «Conta proporsi, essere intraprendenti e adattarsi, riconoscendo gli aspetti positivi del mestiere e portando il proprio contributo». A patto che, avverte Rosina, «l’azienda non recluti persone poco qualificate per offrire contratti al ribasso, ma le metta nelle condizioni di dare il meglio di sé, di dimostrare quanto valgono e di sentirsi valorizzate».

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