Instagram: la foto per cui in Nuova Zelanda si può rischiare anche la vita

A una cinquantina di chilometri da Auckland, Anawhata Beach custodisce qualcosa di molto appetibile per chi ambisce a un bottino di likeLe piscine naturali Le piscine naturali Anawhata Beach Anawhata Beach Anawhata Beach Anawhata Beach Che una foto possa diventare mortale è un’idea con cui si fa fatica a familiarizzare. Può uno scatto valere una vita? Può senza dubbio valere moltissimi soldi, come vi abbiamo raccontato qui , ma una vita di certo no.

Eppure, i casi in cui giovani ragazzi e ragazze muoiono per una foto in un luogo o una situazione super instagrammabile non sono rari . Il discorso è sempre lo stesso: più il luogo è unico o il contesto particolare, più la foto è preziosa; sì, perché è facile postare un’immagine scattata di fronte al cosiddetto Tesoro di Petra: possono farlo tutti. Diverso è invece aggiungere al proprio bottino fotografico uno scatto di un luogo difficilmente accessibile, magari addirittura pericoloso.

A una cinquantina di chilometri da Auckland, una delle principali città neozelandesi, c’è proprio uno di questi posti. Si chiama Anawhata Beach e come suggerisce il nome si tratta di una spiaggia, remota e vergine. Fin qui niente di sensazionale, perché in Australia e Nuova Zelanda le spiagge selvagge non mancano.

Ma in questa c’è qualcosa di speciale: alcune piscine naturali che ricordano le infinity pool degli hotel di lusso. Sono situate su una parete rocciosa che degrada verso il litorale e anche per questo fanno gola agli instagrammer più accaniti.

Il problema sta nel fatto che queste piscine si trovano di fatto su una proprietà privata. Appartengono, infatti, da un centinaio di anni alla famiglia Kronfeld che al Guardian ha espresso tutta la sua frustrazione per le ripetute incursioni di giovani alla ricerca di una foto sorprendente. Anche perché le piscine in questione sono il serbatoio di acqua dolce che la famiglia Kronfeld usa per la casa e per bere. Inutile sottolineare che molti dei ragazzi che hanno ignorato i segnali che esplicitavano la natura privata di questa terra, non si sono poi dimostrati rispettosi di questi specchi d’acqua.

Oltre alle ragionevoli questioni ambientali, Kronfeld ha espresso anche preoccupazione per chi visita illegalmente le piscine; il tragitto per raggiungerle è impervio, occorre superare una recinzione di filo spinato e la stessa morfologia delle piscine non le rende un luogo sicuro. Kronfeld si è stupito del fatto che nessuno si sia ancora fatto del male perché qui si rischia addirittura la vita se si mette un piede nel posto sbagliato.

Tutti rischi che però, a quanto pare, non scoraggiano i visitatori che per uno scatto mozzafiato sono disposti non solo a commettere un reato – violazione di proprietà privata – ma anche a mettere a rischio la propria sicurezza.

(Foto: Instagram @kanewyatt).

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