«Le Mans ’66 – L’ultima sfida», Christian Bale: «Vi presento Ken Miles»

Nell’ultimo film di James Mangold, al cinema dal 14 novembre, l’attore gallese veste i panni di Ken Miles, il collaudatore che, insieme al Carroll Shelby interpretato da Matt Damon, accetta la sfida della Ford di sconfiggere la Ferrari nella gara automobilistica più famosa del mondoMans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Mans ’66 – La grande sfida Ken Miles è un uomo impulsivo, un maestro della meccanica che ha tutte le carte in regola per farcela, ma che rischia di bruciarsi prima di iniziare a brillare. «Non scendeva a compromessi in nulla e questo si è rivelato sia la sua salvezza che il suo tallone d’Achille», racconta Christian Bale , che lo interpreta in Le Mans ’66 – L’ultima sfida , il nuovo film di James Mangold che lo vede protagonista insieme a Matt Damon e che arriva al cinema il 14 novembre. Una storia vera, che segna il rapporto di amicizia tra Carroll Shelby (Damon), il pilota che ha vinto la 24 ore di Le Mans nel ’59, e Miles, appunto, il collaudatore con uno spiccato talento per la guida che accetta la sfida della Ford per sconfiggere la Ferrari proprio sulla pista che aveva visto trionfare Shelby.

A causa di una grave patologia cardiaca Carroll è, infatti, costretto al ritiro, scegliendo di puntare tutto sull’amico fraterno: «Shelby aveva visto in lui il talento come pilota ed era un vero purista quando si trattava di questo», insiste Bale che, in Le Mans ’66 , mette in scena l’ennesima trasformazione, una performance attoriale che, secondo qualcuno, gli varrà un’altra nomination all’Oscar. «Durante la sua vita si è dato la zappa sui piedi più volte pur di non perdere nessuna battaglia. Ma per vincere le battaglie, Ken Miles ha perso la guerra. Con Shelby per la prima volta si è misurato con qualcuno che ragionava in modo strategico e lo supportava in ogni modo», continua l’attore che, per rendere credibile il personaggio di Miles, tira fuori un accento britannico particolarmente indovinato.

«Perché gli uomini rischiano così tanto? Cosa c’è dietro? Questo è stato uno dei veri obiettivi del film: come puoi riuscire a far provare a un pubblico che non assisterà mai a delle corse automobilistiche lo stesso brivido che hanno questi uomini, in sentirsi vivi in un modo così viscerale?», si chiede Bale ben consapevole di fare parte di un progetto ambizioso, che vede la gara automobilistica solo come un pretesto per raccontare la storia di due uomini diversissimi, uniti dalla passione per i motori, dalla voglia di mettersi in gioco. «Il nostro approccio alla recitazione è simile alle differenze tra i nostri personaggi. Shelby è più strategico e concentrato sul quadro generale, mentre Miles è più concentrato sul fare la sua parte. Spesso bruciando ponti e facendo terra bruciata, ma penso che sia il solo modo che conosce per farlo».

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