Le parole dimenticate

mesi fa il linguista Massimo Arcangeli ha testato 196 matricole universitarie, di cui 153 ignoravano il significato di «morigerato», 158 di «abulico», 186 di «ondivago». Non è faccenda di ignoranza e chiusa lì. Una nuova puntata di «Fronte occidentale»In un sommario di un inserto culturale di pregio, si avvertiva che la globalizzazione produce effetti imprevedibili e ci si chiedeva se siamo preparati ad affrontarli . Risposta facile: no. Se non sono prevedibili, non possiamo prepararci ad affrontarli. Dunque la domanda era particolarmente sciocca oppure l’uso dell’italiano era particolarmente sciatto e dalla lettura dell’articolo si evinceva la maggiore solidità della seconda ipotesi.

Lo si sottolinea perché da un inserto culturale ci si aspetterebbe la precisione matematica della lingua , non fosse che è così maltrattata dalle élite, a dimostrazione che le élite non esistono più . I giornali vanno avanti a luoghi comuni, gergo ripetitivo, concetti rudimentali, del resto a ricalcare un vocabolario politico ridotto all’osso – onesti e criminali, bene e male, buono e cattivo, popolo, stranieri, vaffa.

Il resto è una conseguenza: mesi fa il linguista Massimo Arcangeli ha testato 196 matricole universitarie, di cui 153 ignoravano il significato di «morigerato» , 158 di «abulico» , 186 di «ondivago» . Non è faccenda di ignoranza e chiusa lì, è molto di più. Se l’italiano è costituito di oltre 200 mila vocaboli, necessari a dare un nome e una definizione all’infinita complessità del mondo, e ci siamo ridotti a usarne qualche centinaio, vuol dire che del mondo siamo capaci di dare nome e definizione soltanto agli aspetti elementari , quindi non lo comprendiamo, quindi non troviamo le soluzioni, ci limitiamo a slogan, cioè a primitivi urli di guerra. L’ignoranza non è la causa del nostro declino, ma è l’opposto: il declino si esprime attraverso la nostra ignoranza . Come diceva Leonardo Sciascia, l’italiano non è l’italiano, è il ragionare.https://www.vanityfair.it/vanity-stars/mattia-feltri/2020/02/13/le-parole-dimenticate