Legambiente, i mari più inquinati sono quelli del Sud

Il peggior nemico delle acque rimane la cattiva depurazione. Marche, Veneto e Romagna, invece, hanno ottenuto i risultati miglioriNonostante la limpidezza delle loro acque cristalline, i mari del Sud non sono sempre puliti come ci si aspetterebbe. Al Nord, invece, anche se all’apparenza i fondali possono risultare meno trasparenti, la qualità delle acque potrebbe essere migliore. È il risultato dell’analisi di Legambiente , che ancora una volta, con Goletta Verde e Goletta Laghi, ha campionato lo stato dei mari e dei laghi d’Italia per oltre un mese: un punto ogni 3 è risultato oltre i limiti di legge lungo le coste e 1 su 4 nei laghi.

Il peggior nemico dei mari rimane la cattiva depurazione : soprattutto sul versante costiero tirrenico , fiumi, rii e canali, sfociando in mare, portano con sé cariche batteriche a volte molto elevate. La situazione è preoccupante in diverse regioni del sud come la Campania, Calabria e Sicilia , dove persistono criticità legate all’assenza di impianti di depurazione e di allacciamento alla rete fognaria, ma anche nel Centro Italia, in particolare nel Lazio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come «inquinati» i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa italiana sulle acque di balneazione e «fortemente inquinati» se almeno uno dei due parametri viene superato per più del doppio.

In Sicilia, Lazio e Calabria, tra il 58 e il 50% dei punti campionati presentavano quantità di microrganismi nocivi oltre i limiti consentiti. La maglia nera va alla Sicilia , con la media più alta (il 58%): su 26 punti analizzati, 10 hanno presentato una evidente criticità. Alcuni di questi sono località note, come Barcellona Pozzo di Gotto e Aci Castello. Sul litorale romano, risultano inquinati il 56% dei punti (fra i quali Fregene, Nettuno e San Felice Circeo). In Calabria sono stati classificati come fortemente inquinati alcuni punti al largo di Soverato (Catanzaro), Isola Capo Rizzuto (Crotone) e Briatico (Vibo Valentia), ancora una volta non lontani dalle foci dei fiumi.

La riviera adriatica, invece, ottiene dei buoni risultati : nelle Marche, ad esempio, nessun punto analizzato risulta rischioso.

I laghi italiani sono invece invasi dalle microplastiche : il più colpito è il lago d’Orta, in Piemonte, con una media pari a oltre 838mila particelle per chilometro quadrato di superficie. Ben un punto lacustre su quattro è risultato inquinato: su 102 prelievi sono stati giudicati oltre i limiti di legge il 28% dei campioni (8 inquinati e 20 fortemente inquinati). Semaforo verde per Bracciano, alle porte di Roma, e per i laghi silani Arvo e Cecita, in Calabria.

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