Light Up the Music: 5 domande a Dola

Dola è una collisione di attitudini, un artista trasversale e sfrontato, ma allo stesso tempo emotivo, che in tanti hanno scoperto per la collab con Coez con il singolo Non si esce vivi. Con lui abbiamo parlato di come ci si sente a non appartenere a nessun gruppo o entità, di quanto sia importante amalgamare […]Dola è una collisione di attitudini, un artista trasversale e sfrontato, ma allo stesso tempo emotivo, che in tanti hanno scoperto per la collab con Coez con il singolo Non si esce vivi . Con lui abbiamo parlato di come ci si sente a non appartenere a nessun gruppo o entità, di quanto sia importante amalgamare le parole alla “cassa dritta che pompa sotto” e alla bellezza di lasciarsi trascinare dalle sperimentazioni.

1. Ciao Dola! Per iniziare vorremmo chiederti una citazione tratta da una canzone che ti rappresenta.

La citazione che ho scelto è in Chum un pezzo di Earl Sweatshirt che mi ha segnato da quando la sentii la prima volta: Too black for the white kids, and too white for the blacks . Questo è il mood che ho sempre avuto da quando ero piccolo e andavo all’asilo. Non mi sentivo mai appartenere a nessuno in particolare, oltre a me stesso. Ho impiegato anni per capire che questo poteva essere il punto di forza e di partenza di un percorso tutto mio e sentirlo dire così schiettamente in una canzone mi diede una botta e una forza senza eguali.

2. Definisci il tuo lavoro attraverso tre tuoi brani!

Il primo brano che scelgo è Lil Pump , un pezzo principalmente chitarra e voce che però, a mio parere, riesce a parlare e comunicare molto bene anche senza arrangiamento, cosa che mi piace molto e che vorrei curare e sviluppare anche in futuro.

Il secondo brano è Supermercato prodotta da Ceri , che forse è l’opposto di Lil Pump : ha un arrangiamento elegante e una cassa dritta che pompa sotto, che si amalgama perfettamente con le parole. Inoltre è un pezzo che ha un forte impatto anche live, diciamo che è una delle canzoni che mi diverte più fare.

Per la terza scelta vorrei tirarne in ballo due: Non Esco e L’Amore Smascella , la prima prodotta da MNTL la seconda da No Label . Queste due rappresentano l’altro mio lato e che mi piace pensare come “ballate Hooligans” cioè quelle che ti fanno cantare tutto il pezzo col braccio alzato tipo quando sei allo stadio. Se penso a un mio futuro nella musica mi vedo a voler fare pezzi in questo modo fino a morire.

3. In quale filone si inserisce la tua musica? Quali sono i tuoi artisti di riferimento quando scrivi?

Non penso di avere proprio un mio filone, o meglio spero e voglio pensare che io sono il mio filone. Mi piace pensare che faccio Dola nel bene e nel male, come nella musica anche nella vita. Mi piace mescolare tutto e rimettere sempre tutto in gioco, sperimentare. Quando scrivo cerco di non avere artisti di riferimento o meglio cerco di filtrare tutto quello che ho ascoltato e di convogliarlo dentro un ideale di canzone che vorrei scrivere in quel momento. Mi influenzano di più le persone che conosco, anche in giro, che gli altri artisti.

4. Qual è il più grande successo che hai collezionato per ora nel CV e cosa vorresti rispondere se questa domanda te la facessimo tra un anno?

Il più grande successo che ho collezionato per ora è quello di fare musica con le persone che più rispetto e ancora non è uscito tutto quello che c’è nel cassetto. L’altro grande goal è quello di aver messo la testa abbastanza a posto ed essermi convinto che questo è il mio lavoro e che sono molto fortunato a farlo con Undamento che sono anche degli amici. Tra un anno vorrei aggiungere al cv il mio nuovo disco al quale sto già lavorando e altre collaborazioni, oltre a un bel tour: suonare mi manca più dell’aria!

5. “My funniest experience is…”

Mi ricordo di un festival in cui c’era il luna park con gli autoscontri e una di quelle giostre che ti porta su in aria e poi ti lascia appeso a testa in giù per svariate volte e poi fa il giro a 360 gradi. Ero su di giri e sono andato con Valentina e Sara (ndr. le ragazze di Undamento ) sulle giostre. Inutile dire che ne ho combinate di ogni: mi sono ritrovato a girare col collo all’indietro e le braccia penzoloni sulle altalene mentre agli autoscontri ho raggiunto una tonalità così alta di voce da non distinguere se provenisse da una ragazzina di 11 anni o da un assolo di chitarra elettrica degli anni Sessanta!

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