Ma è proprio vero che i giovani non leggono più?

I dati raccolti dall’Associazione italiana editori mostrano come i lettori più forti siano i più giovani. L’esatto contrario di quello che spesso si pensaI libri in uscita a settembre 2020 I libri in uscita a settembre 2020 I libri in uscita a settembre 2020 I libri in uscita a settembre 2020 I libri in uscita a settembre 2020 I libri in uscita a settembre 2020 «I giovani non leggono più», «I giovani passano il tempo solo sul cellulare». Il telefono sicuramente tra le mani lo tengono spesso (ma questo anche gli adulti) ma non è vero che i ragazzi e le ragazze hanno perso l’interesse per la lettura. Questo sembra essere accaduto invece ai più adulti, la percentuale di italiani oltre i cinquant’anni che legge libri non supera il 40 per cento e scende al 23 per cento nelle persone dai 65 ai 74.

Lo confermano i dati raccolti dall’Associazione italiana editori  nel Rapporto annuale e che mostrano come «nella fascia d’età tra i 10 e i 17 anni, legge libri ben l’85 per cento della popolazione» . Leggono così tanto che sono i primi sostenitori del mercato dell’editoria in Italia. Magari non prediligeranno i classici russi, più spesso diventano casi editoriali libri scritti da Youtuber o personaggi noti, ma anche la letteratura per ragazzi si è ritagliata negli anni il suo importante spazio. L’altro lato della medaglia dice che l’Italia resta ancora il Paese europeo con il più basso indice di lettura di libri tra la popolazione adulta. E allora perché si continua a dire che solo i giovani non leggono più?

Come mostra lo studio dell’Aie «continuano ad essere molto letti anche classici come Piccole donne o Il libro della giungla, Il Mago di Oz e Pippi Calzelunghe», così come hanno preso piede pubblicazioni molto curate di editori minori, come Terre di Mezzo, Baba Libri, Orecchio Acerbo.

Si prediligono i supporti multimediali ma questo accade per ogni fascia d’età e il device di gran lunga preferito per la lettura è (purtroppo) lo smartphone , molto utilizzato anche per l’ascolto di audiolibri (dal 67% del 2017 al 75% del 2018). In calo l’e-reader, che passa dal 54% nel 2017 al 47% nel 2018.

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