Mariasole Pollio: «Quando ho capito che la sensibilità è un dono»

Mariasole Pollio, star di fiction di successo come «Don Matteo» e reginetta su Instagram con i suoi 1.3 milioni di seguaci, si prepara a tornare, per il secondo anno consecutivo, come inviata di «Battiti Live», lo storico evento musicale di RadioNorba che Italia 1 trasmetterà ad agosto. Dai sogni alle insicurezze, dal bisogno di proteggere il suo privato al sogno di condurre Sanremo, ecco cosa ci ha raccontatoMariasole Pollio Mariasole Pollio Mariasole Pollio Mariasole Pollio Mariasole Pollio ha 17 anni, ma sembra che rilasci interviste da sempre: le sue risposte sono asciutte, capaci di arrivare dritte al punto senza troppi giri di parole. Una dote che le ha permesso di entrare nel cuore di milioni di fan – il suo account Instagram conta al momento 1.3 milioni di seguaci – e di inaugurare una carriera che, da Don Matteo a Se son rose di Leonardo Pieraccioni , l’ha aiutata ad affinare non solo le sue doti recitative, ma anche a destreggiarsi nelle esperienze più diverse. L’ultima sarà la nuova edizione di Battiti Live , lo storico evento musicale realizzato da RadioNorba che Italia 1 trasmetterà ad agosto e che vede Mariasole come inviata d’eccezione, pronta a scoprire, per il secondo anno consecutivo, la Puglia e le sue meraviglie.

«Sarà un’estate piena come piace a me» spiega Pollio al telefono dalla sua casa di Napoli, la voce sonora e ricca di entusiasmo. «Dopo essere stata tanti mesi ferma mi sento carichissima, faccio la cosa che mi piace di più al mondo: realizzare i miei sogni». Studentessa del liceo linguistico, Mariasole festeggerà il compleanno il primo giorno di riprese di Battiti Live, un’idea che la galvanizza non poco: «Il mio compleanno è da sempre il giorno più importante da quando sono piccola. Inizio a fare il countdown mesi prima, tant’è che i miei amici mi prendono in giro per questo. Sono contentissima di festeggiarlo a Battiti, non potrei chiedere di più che passare il compleanno facendo quello che amo».

Un cantante dal quale vorrebbe farsi cantare Tanti auguri ?

«Irama, che è un mio caro amico. Adoro la sua musica, ci siamo conosciuti quando avevo 13 anni e, per certi versi, è come se fossimo cresciuti insieme. Gli voglio molto bene».

Non vede l’ora di compiere gli anni: ha fretta di crescere?

«Mi piace la mia età e avere la possibilità di imparare tante cose, ma il compleanno l’ho sempre visto come il mio giorno nel mondo. Sono molto fortunata perché ricevo tanto affetto ogni giorno, però non le nascondo che mi piace sentirmi dire dagli altri qualcosa che non mi direbbero normalmente. È bello ogni tanto essere al centro dell’attenzione».

Lei, in fin dei conti, al centro dell’attenzione ci resta tutto l’anno: le piace?

«Non mi ci abituo mai, ogni volta che ricevo messaggi positivi mi emoziono come il primo giorno. È una cosa che aiuta tanto, ma è importante anche dirsi da soli le cose belle. Tra te e gli altri c’è sempre uno schermo, dopotutto».

A proposito di schermi, durante il lockdown siamo stati tutti costretti ad annullare i contatti umani e a rifugiarci nella tecnologia. Lei come lo ha vissuto?

«Mi sono data da fare, ho fatto tante cose sui social ed è come se avessi messo da parte le energie per ripartire. Ho sentito i miei amici, mi sono esercitata con la recitazione, ho provato a cantare con un programma, Io non so cantare , nel quale invitavo alcuni artisti a insegnarmi qualche trucchetto nelle mie Stories. Più che il lockdown, sono stati particolari i giorni successivi, quando non capivi ancora quello che potevi o non potevi fare. Lì ero un po’ spaventata, ma anche grazie alla mia famiglia mi sono sempre sentita protetta. Poi c’è da dire che ho anche studiato molto».

Riesce a conciliare lo studio con i suoi impegni?

«Se si vuole, è possibile dedicarsi a entrambe le cose: lo studio e i sogni. Frequento una scuola privata e, viaggiando tanto, mi è capitato spesso di studiare le dispense online: è per questo che sono stata contenta che anche gli altri potessero confrontarsi con un metodo di studio che io già conoscevo e che mi è sempre servito tanto».

Pensa di continuare con l’università?

«Mi piacerebbe, anche se non so ancora quale indirizzo. Di sicuro continuerò a puntare sulla recitazione e sulla conduzione: con un po’ di sacrifici, penso che sia possibile portare avanti entrambe le cose in modo parallelo».

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Il sogno dello spettacolo quando arriva?

«A 3 anni ero già iscritta a un teatro-gioco, mentre il sogno inizia a prendere vita a 13 anni sul set di Don Matteo , un’esperienza incredibile».

Che ricordo ha del primo giorno sul set? Era giovanissima.

«Ero molto emozionata, e ho avuto la fortuna di condividere l’esperienza con persone meravigliose che mi hanno sempre rassicurata quando avevo incertezze o dubbi. Tempo dopo, mi hanno raccontato che all’inizio è come se mi fossi buttata senza paracadute e penso che abbiano ragione: con un po’ di ingenuità e la voglia di dare il massimo, sono riuscita a godermi il viaggio a tutto tondo, senza limiti».

I suoi limiti, invece, quali sono?

«La paura di non riuscire a dare tutta me stessa in quello che faccio, di scoprire le cose che mi piacciono e non mi piacciono di me. Sono arrivata alla conclusione, però, che la paura non fa parte del presente, ma solo del passato e del futuro: cerco di ricordarmelo per prendere più coraggio quando serve».

Cosa non le piace di lei?

«Quando ero più piccola pensavo che la sensibilità fosse una cosa negativa ma, crescendo, ho capito che è una grande dote. Con il tempo sono riuscita a lasciare andare tante cose. Anche rispetto all’anno scorso, sento di essere diventata più leggera».

Quando ha capito che la sua vita stava cambiando?

«L’ho iniziato a capire nella quotidianità, quando ero sul set e i miei amici a scuola, quando mi sono vista in tv la prima volta, quando la gente ha cominciato a fermarmi per strada per farmi i complimenti: lì ho capito che avevo la fortuna incredibile di vivere il mio sogno».

Dove le piacerebbe arrivare?

«In America, anche se ci sono tantissimi registi italiani con i quali mi piacerebbe tantissimo lavorare, da Muccino a Sorrentino. Poi mi affascina il mondo della conduzione: se dovessi proprio pensare in grande mirerei a Sanremo, che per il nostro Paese è un’istituzione. Mi piacciono i monologhi recitati, la scala, quegli abiti meravigliosi».

Come concorrente di qualche reality, invece, si vedrebbe?

«Non penso. Ogni tanto guardo L’Isola dei Famosi e il Grande Fratello , ma non ho mai pensato di prenderne parte. Se fossi brava a cantare mi piacerebbe andare ad Amici o a X Factor , ma non lo sono».

Anche perché da concorrente sarebbe costretta a condividere il suo privato, che cerca di proteggere.

«Condivido molte cose, i miei sogni, quella che sono, le mie amicizie, ma tutto il resto lo proteggo con molta cura. Per adesso continuerò a fare così e, se arrivasse un grande amore o chissà cosa, sicuramente lo farò sapere a chi mi segue».

La sua vita è, per forza di cose, legata al telefono: teme mai di diventarne dipendente?

«Una settimana fa l’ho rotto e sono rimasta 10 giorni senza: sono stata benissimo. Certo, quando l’ho riavuto ho ripreso a usarlo molto, ma ogni tanto non mi dispiace lasciarlo andare: lì ho capito chi aveva davvero voglia di parlarmi o di sentirmi, ed è stato molto bello. Forse lo romperò più spesso».

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