Meghan Markle, la favola la scrivo io

E se Meghan fosse la borghese che fa la rivoluzione? Storia di una ragazza che non si fa condizionare dal suo codice postale#Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social #Megxit L’addio di Meghan e Harry visto dai social L’articolo completo è pubblicato sul numero 3 di «Vanity Fair», in edicola da mercoledì 15 gennaio 2020.

«Non lasciare mai che il posto da dove vieni decida quello in cui puoi arrivare» . Mi piace immaginare che questa frase Meghan Markle se la sia sentita dire dalla madre tante volte quante me la sono sentita dire io dalla mia, e con le stesse ottime intenzioni. È una sfida al presunto determinismo del destino, vero soprattutto negli Stati Uniti, dove – a dispetto della favola del sogno americano – è spesso il tuo codice postale a condizionare chi sarai nella vita.

Cinque numeri, un luogo e un censo: tutte cose che non hai deciso, eppure è da lì che parte la salita o la discesa che farai. Meghan Markle è cresciuta in un posto che si chiama View Park-Windsor Hills, una cosa tipo «Colline con vista sul parco Windsor», e molti anni dopo chi crede al destino aveva già abbastanza materiale per dire che il posto da dove è venuta alla fine ha deciso davvero quello in cui è arrivata. In alto, parrebbe. Sua Altezza Reale Meghan, moglie di Harry Mountbatten-Windsor e membro della famiglia reale inglese. Questo era Meghan fino alla settimana scorsa. Da ora però non più.

Il clamoroso annuncio della rinuncia dei Duchi del Sussex allo status di reali ha trasformato la principessa borghese in Meghan la strega e Meghan la stronza , la manipolatrice col musetto da innocentina che plagia il fragile Harry per sottrarlo al suo popolo e portarlo oltre oceano. Eppure sulle prime aveva fatto ben sperare molti amanti della monarchia proprio perché veniva dalla classe media.

Qualche anno fa un principe nostrano mi spiegò che i borghesi sono spesso considerati una garanzia nei contesti aristocratici, perché aspirano a salire socialmente e non c’è modo più rapido per diventare quello che vuoi se non quello di comportarti pedissequamente come se già lo fossi. Per questo chi viene da quel gradino è in genere volonteroso nel riprodurre i rituali delle classi più elevate, al punto da infilarsi come un guanto tutte le loro forme pur di appropriarsi della sostanza. A parità di censo, solo gli antiquari ormai conoscono la differenza tra l’aristocrazia e la borghesia. La prima entra in negozio a far valutare oggetti che venderà per mantenersi il presente; la seconda aprirà la porta per comprarli, illusa di acquistarsi con essi un passato. Mi parve che la spiegazione del principe in generale funzionasse, ma a patto di non dimenticare che l’aspirazione alla formalità della borghesia è come un fodero che nasconde una lama sempre affilata, perché quella borghese resta pur sempre la classe che prima o poi fa le rivoluzioni. Meghan deve aver provato finché ha potuto a essere il fodero di velluto, ma la lama alla fine è venuta fuori e quello che sta tagliando, come in tutte le rivoluzioni, è la testa di qualcuno.

A odiarla ora sono soprattutto le persone semplici…

(…continua… )

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